06/04/2019 – Monte Cerreto dal Valico di Chiunzi

Monte Cerreto

Si è appena conclusa una stancante settimana di lavoro alle prese con visite ispettive e finalmente è arrivato il meritato weekend. Ovviamente il meteo non è dalla nostra parte e fino a venerdì sera le previsioni indicavano pioggia. Miracolo del sabato mattina, cielo sereno, leggere piogge previste solo nel pomeriggio, si va in montagna! Unico dettaglio è che non abbiamo minimamente idea di dove andare. Messi alle strette decidiamo di consultare uno tra i più autorevoli siti di escursionismo della Campania, un certo www.trekkeggiando.it (n.d.r. il redattore di questo racconto, potrebbe essere leggermente in conflitto di interesse) e decidiamo di ripercorrere il sentiero verso il Monte Cerreto. Purtroppo mi sono dato la zappa sui piedi da solo descrivendo il sentiero CAI 322 come “difficile e poco praticato” pertanto cerchiamo un’alternativa alla partenza e decidiamo di partire dal sentiero CAI 300, poco distante.

Raggiunto facilmente il Valico di Chiunzi, meno facilmente troviamo l’inizio del sentiero CAI 300, giusto un centinaio di metri prima notiamo un segnale su un paletto, purtroppo manca un chiaro cartello di inizio sentiero. Parcheggiata l’auto iniziamo finalmente la nostra escursione verso le ore 09:35 (ver. 2.0 dei racconti: metterò gli orari in modo da dare un po’ un’idea dei tempi percorsi). La prima parte, in salita, non presenta alcun segnale e seguiamo il percorso tracciato dai vari taglialegna di quella zona, fino a giungere in meno di 10 minuti ad un’area pianeggiante con numerosi tronchi tagliati (sulla sx vi è il parcheggio del ristorante “La Torre”). Si prosegue lungo il canale, reso molto scomodo dall’abbondante pioggia della scorsa notte, fino a giungere ad un bel punto panoramico (10:05). Proseguiamo abbastanza in piano in direzione Tuoro di Cesarano (10:25), con qualche sosta fotografica per la ormai nota sezione naturalistica. Superata Vena San Marco, ci dirigiamo verso Vena Scalandrone dopo aver superato un’area completamente disboscata, non so per quale motivo preciso. A Vena Scalandrone (11:10) si manifestano tutte le doti alpinistiche di Olga e superiamo tranquillamente questo passaggio, probabilmente avrà conservato tutte le bestemmie per il ritorno (il passaggio, sebbene non presenti particolari difficoltà, bisogna farlo con la dovuta attenzione aiutandosi leggermente con le mani in alcuni punti). Oramai ci separa dalla vetta solo la salita finale, un 200 metri di dislivello che affrontiamo dopo un leggero spuntino rigenerante a base di frutta secca. Giunti in vetta (12:10) ci accoglie un bel sole e possiamo rilassarci al sole godendoci il nostro panino. Purtroppo delle nuvole in lontananza non promettono bene e dopo un breve relax (non sono nemmeno riuscito a fare il mio pisolino!) siamo costretti a scendere. Alla fine era solo uno scherzo del cielo, infatti il tempo si mantiene ancora sereno, e tanto caldo, durante tutta la discesa. Per il ritorno percorriamo il medesimo sentiero dell’andata, reso molto scivoloso dalle piogge dei giorni precedenti. Qualche scivolata qua e là, delle brevi soste natural-fotografiche e torniamo all’auto. Ovviamente non può mancare l’aperitivo post-escursione al Bar Chiunzi e così possiamo finalmente concludere la giornata. Alla prossima…

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