11/05/2019 – Monte Polveracchio da Acerno

Vetta Monte Polveracchio 1790 m

Dopo la pausa forzata dello scorso weekend, causa maltempo, sono pronto ad una nuova escursione. Devo sfruttare la cartina dei Monti Picentini e pertanto la meta è già quasi stabilita. Lancio di monetina tra Accellica e Polveracchio, e si opta per quest’ultimo. Non mi resta che decidere da dove partire e, dopo un rapido consulto alle mie memorie escursionistiche di qualche anno fa, decido di rifare una delle incompiute: partenza da Acerno (ndr. Incompiuta a causa della troppa neve, stavolta non dovrei avere questo tipo di problema).

Andare sui Picentini comporta circa 1.30 h di auto, poco male e quindi la sveglia suona molto presto. La giornata purtroppo inizia nel peggiore dei modi: ho finito le mie albicocche essiccate!!! Ci sono tutti i presupposti per annullare l’escursione o fare un assalto al supermercato sotto casa, ancora chiuso a quest’ora, tuttavia noto con la coda dell’occhio uno dei regali più belli che il vero escursionista possa desiderare: il portabanane! Tutti vorrebbero portare una banana in montagna, ma non è possibile conservarla intatta, non senza il portabanane!! Il tempo di trovare la banana adatta e sono finalmente pronto. (Mi scuso con i lettori per questa premessa forse troppo lunga…ma compra anche tu un portabanane, non te ne pentirai!).

Alle 9.00 sono in prossimità di Ponte Aiello, parcheggiata l’auto nei pressi di suddetto ponte, sono pronto per iniziare l’escursione lungo il sentiero CAI 167. Il tempo non è dei migliori, ma almeno è bello fresco e non è prevista pioggia. Il primo tratto di sentiero si percorrere in prossimità di alcuni piccoli corsi d’acqua, molto piacevole come passeggiata. Si devono attraversare varie volte questi rivi, pertanto un buon paio di scarpe impermeabili è consigliato. Si inizia quindi la salita nel bosco, e che gran bella salita! Si prosegue interamene al coperto della faggeta e qua la segnaletica è veramente eccellente. A differenza della scorsa escursione, trovo i segnavia da poco rifatti e chiaramente visibili lungo tutto il primo tratto. Ovviamente io consiglio sempre un buon GPS, personalmente l’ho consultato pochissime volte giusto per conferma di fare il percorso corretto. Dopo circa 40 min di cammino termino questa prima salita e raggiungo la strada sterrata (Sentiero CAI 109). Il nostro sentiero prosegue sulla sinistra, ovviamente in salita, in una bellissima faggeta secolare. I segnavia, sebbene sempre presenti, sono un po’ più vecchi e non sono evidenti come nel primo tratto pertanto bisogna prestare un po’ più di attenzione. Un paio di volte, preso dalle foto di questi giganteschi faggi, è capitato che non ho visto il segnavia successivo!! Un GPS è per sempre… e mi porta sempre sulla retta via. Torna a farmi compagnia anche un po’ di neve, ben riparata dall’ombra della faggeta, ma sono solo piccole lingue di ghiaccio che si superano senza problemi. Dopo circa 2h vedo finalmente la luce (fortunatamente non è alla fine del tunnel), e raggiungo il bivio con il CAI 167A. Svolto a sinistra, in cresta, in direzione della Raianetta. La salita, leggermente ripida nel primo tratto, diventa finalmente più lieve. Qua trovo tutta la natura che rinasce ed è bellissimo camminare in questo manto erboso quasi interamente giallo per la presenza delle piante in fiore. Dalla Raianetta (circa 2.20 h da inizio sentiero) in poi si prosegue sempre lungo la cresta, potendo ammirare tutto lo spettacolo del paesaggio circostante. Si torna nel bosco per un breve tratto, siamo intorno ai 1700 e qua la neve è ancora abbondante. Sto recuperando tutti i trekking invernali non fatti. Ovviamente parliamo di ghiaccio e quindi, con un po’ di attenzione, si supera senza particolari problemi. Percorro le ultime curve sulla comoda sterrata e finalmente sono in vetta. La calma, il relax e la tranquillità di questo posto ripagano alla grande le ore di salita, i 9 km di percorso ed i 1250 m circa di dislivello fatti. Mi godo il mio panino nella più totale tranquillità della vetta. Il tempo di voler firmare il libro di vetta e purtroppo lo trovo “annegato” nel suo contenitore di plastica. Qualcuno ha avuto la brillante idea di poggiare i massi direttamente sul contenitore che lo conteneva ed ovviamente si è rotto. Il tempo di “stendere” al sole il libro di vetta, sistemare un po’ il contenitore per evitare che si possa nuovamente riempire d’acqua e finalmente riesco a firmare il libro di vetta, a 10 anni di distanza circa dalla prima volta. Me la prendo con molta calma, ma veramente molta calma, e dopo circa 2 ore di ozio e relax sono pronto per la discesa. Un attimo prima di mettere lo zaino in spalle, raggiungono la vetta anche altri due escursionisti, Gianni e Giancarlo, del gruppo escursionistico Montagna Amica. Il tempo di fare due chiacchiere ed usciamo quasi a parenti! Noto con piacere che alla fine siamo sempre gli stessi che frequentano la montagna, alla passione non si comanda. Dopo 2 ore e mezza penso sia il caso di iniziare la discesa. Ripercorro lo stesso sentiero dell’andata, con qualche breve pausa fotografica, ed in poco più di 2 ore sono nuovamente all’auto. Stavolta non ci sono bar nelle vicinanze per concludere in bellezza l’escursione con una bella birra ghiacciata. L’unica cosa ghiacciata che trovo è il fiume nel quale posso immergere i piedi…rigenerante!! Mi aspetta la solita 1.30 h di auto per tornare a casa, sono piuttosto stanco ma per fortuna mi fanno compagnia delle formiche giganti che vedo uscire dalle bocchette dell’aria dell’auto… aiuto!!! (ndr. Sono tornato a casa sano e salvo, nessuna formica gigante ha attentato alla mia persona, spero si trovino bene anche a Torre del Greco). Alla prossima!!

Per la descrizione del sentiero clicca –>QUI<–
Per la galleria fotografica clicca –>QUI<–

Questa voce è stata pubblicata in Trekking Avellino e Prov.. Contrassegna il permalink.

Lascia un commento