14/09/2019 – Monte Accellica (Vetta Sud) dalla Caserma Forestale di Giffoni

Vetta Accellica Sud

E’ finita l’estate, ho fatto anche quest’anno due passi per Santiago (magari un giorno scriverò due utili righe anche su questa esperienza), ora posso tornare in montagna. Continuo a girare sui Picentini e torno all’ormai solita caserma della Forestale di Giffoni, la strada la conosco a memoria. Stavolta decido di puntare alla vetta Sud dell’Accellica, dolce ritorno dopo circa 7/8 anni di assenza. Scarsa adesione alla mia proposta di escursione sul blog, in realtà nessuna adesione, e quindi il gruppo trekking è composto da me ed il GPS (immancabile compagno di viaggio). La prima parte è in comune con il sentiero per il Butto della Neve che, come sicuramente ricordate, ho percorso la scorsa volta! Dopo i primi 20 minuti circa, svolto verso destra e proseguo seguendo la chiara indicazione per “Accellica”. I sentieri qua sono molto ben segnalati. Dopo la svolta inizia la salita nel bosco, con alcuni tratti più impegnativi. Dopo circa 15/20 minuti di salita, esco dal bosco e sono alla Loggia della Vena (1000 m), bellissimo punto panoramico. L’Accellica è alla nostra sinistra, e proseguo in questa direzione.

Lungo il percorso incontro un paio di deviazioni per la “Grotta di Nuccio” e “Variante per le carbonaie e Grotta del Timpone”. Non li tengo segnati sul GPS e pertanto preferisco conservarli per il ritorno, se ho tempo. Dopo circa 45 minuti dalla Loggia della Vena, e dopo la solita salita a tratti impegnativa, raggiungo il Bivacco S. Raione. Molto comodo per chi vuole fare una sosta, con un pratico tavolo con panche ed addirittura delle strutture in legno e rete per dormire, da tenere presente! Proseguo la salita ed esco dal bosco, verso sinistra si vede la maestosa Accellica, a destra il Timpone. Come optato per le varianti precedenti, miro diritto alla vetta lasciando tutte le eventuali varianti per il ritorno. Il sentiero prosegue in cresta, all’aperto, per poi ridiscendere leggermente verso il Varco della Pettinessa (1482 m) che raggiungo dopo circa 20 minuti. Qua mi aspetta l’ultima salita breve, con qualche tratto dove magari è utile aiutarsi con le mani (il tutto pienamente fattibile!). La parte finale del percorso la si percorre sulla cresta, molto panoramico, dove però bisogna prestare particolare attenzione. Vi è un breve tratto, di un paio di metri, più esposto sullo strapiombo dove è presente un cavo di acciaio per potersi aiutare nel passaggio. Dopo circa 15/20 minuti dal precedente Varco sono nuovamente in vetta. Dinanzi a me, una bellissima vista a 360 gradi, peccato per la foschia, e la maestosa vetta Nord di fronte. Mi riposo, mi rilasso e mi gusto il mio panino con tutta calma. Ovviamente non dimentico di firmare il libro di vetta. Dopo circa 1h posso riprendere la discesa, sul medesimo sentiero dell’andata facendo le varie varianti incrociate durante la salita. Prima sosta è il Timpone dell’Accellica, bel punto panoramico che si raggiunge allungandosi giusto 5 minuti dal sentiero. Seconda variazione è per la Grotta di Nuccio, a 50 metri dal sentiero, un semplice scavernamento e null’altro di particolare. Poi decido di fare la famosa “Variante per le carbonaie e Grotta del Timpone”. Scendendo si trova a poche decine di metri prima del bivio per la Grotta di Nuccio. Non ho la traccia sul GPS ma è comunque ben segnalata come tutto il sentiero. Percorro tutta la variante che, come un anello, si ricongiunge più in basso sul sentiero CAI103A (all’andata infatti ci sono due indicazioni per questa variante). Purtroppo non ho trovato né le carbonaie né la grotta, magari la prossima volta cercherò di percorrerla più attentamente. Sono nuovamente sul sentiero originale e posso tornare in tutta tranquillità alla caserma della forestale. Anche questa è fatta, ci vediamo alla prossima…

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