20/04/2019 – Monte Miletto dal Lago Matese

Vetta del Monte Miletto

È quasi Pasqua, e la coscienza mi suggerisce di andare in montagna per smaltire quel minimo che recupererò con la prima fetta di casatiello.

Decido di cambiare montagne, e punto ad un giro sul Monte Miletto. Stavolta il gruppo escursionistico è ridotto al minimo, io ed il GPS! Il viaggio è lungo e la sveglia è all’alba, ma la mia voglia di andare in montagna è maggiore e pertanto mi alzo anche prima della sveglia. Alle ore 08.40 sono già nei pressi della Chiesetta di San Michele, sul Lago Matese, da cui parte l’escursione. Uno dei miei dubbi iniziali era quello di trovare o meno la neve, dubbio subito risolto appena arrivato sul posto: c’è ancora le neve in vetta!!!

Con bella sorpresa trovo una segnaletica da poco rifatta, bella evidente, anche se ogni tanto l’orientamento dei segnali CAI trae in inganno, ma ce ne sono talmente tanti che subito vedo il successivo e proseguo senza problemi per la prima salita nel Vallone San Massimo. Terminata la salita con la bella vista del lago alle nostre spalle, giungo ad un bel pianoro verdeggiante, ed il sentiero prosegue verso sinistra costeggiando un piccolo corso d’acqua. Qua la traccia del GPS ed i segnali CAI non vanno tanto d’accordo, ed accontento un po’ uno un po’ l’altro provando a seguirli entrambi! Probabilmente ho delle tracce non molto recenti ma non posso tradire il mio fedele compagno di viaggio, pertanto continuo seguendo la traccia GPS, che poco più avanti si congiunge con la segnaletica CAI. Verso le 10.00 termino questa seconda salita, e sono ad un secondo pianoro con una bella vista del monte Miletto dinanzi a me. Perfetto, ho visto la vetta, posso anche tornare indietro!! Ed invece siamo solo a metà strada, giusto a metà dei poco più di 1000 metri di dislivello previsti. Anche qua traccia GPS e segnali CAI non vanno molto d’accordo ma bene o male cambia molto poco. Man mano che mi avvicino alla vetta il ghiaccio si fa sempre più presente ed in un paio di punti ci sono lingue di ghiaccio che coprono completamente il percorso. Aggiro il primo passaggio salendo un po’ di quota e poco più avanti trovo una seconda lingua di ghiaccio a bloccarmi il passaggio. Dopo un rapido consulto con il mio compagno di viaggio, mi segnala poco più di 200 metri per la vetta, e quindi sono moralmente costretto a proseguire! Le pareti non sono ripide, e riesco tranquillamente ad aggirare anche questo passaggio con un po’ di fuori percorso. Raggiungo finalmente la Sella Forca di Cane, ed oramai i segnali sono praticamente coperti dalla neve. Sono comunque in piano e non c’è alcun pericolo per la progressione. Qui trovo anche tracce di escursionisti probabilmente venuti giorni addietro e saggiamente posso sfruttare il loro percorso per raggiungere la vetta, con una via diretta diversa dal percorso ufficiale. Finalmente alle 11.20 sono in vetta con un bel vento forte a farmi compagnia. Trovato un riparo dietro le rocce posso rilassarmi una mezz’oretta e godermi il mio panino da quassù. Verso le 12.00 inizio la discesa, e da programma avrei voluto fare un percorso ad anello, ma dopo le tante soprese incontrate preferisco rifare il sentiero dell’andata (come dicevano i padri latini “Chi cagna ‘a via vecchia p’ ‘a nova sape chello ca lassa e no chello ca trova” latini di Forcella ovviamente…). I miei buoni propostiti spariscono misteriosamente quando giungo al bivio per questo sentiero ben indicato con una freccia rossa. La curiosità mi spinge a tornare sui programmi iniziali e percorro il sentiero ad anello programmato, sperando di non trovare altri tratti innevati. Dopo i primi due segnali iniziali, non si vede più alcuna indicazione e continuo a seguire fedelmente il GPS. Il sentiero procede in discesa libera lungo la cresta, in pendenza sicuramente maggiore dell’andata. Proseguo quindi in direzione Serra Campo dell´Acero, un po’ a caso, ovviamente con la traccia del GPS da guida. Inizio a preoccuparmi: anche io, come mio fratello, inizio a vedere sentieri dove effettivamente sentieri non esistono! Dopo il tratto di cresta si continua nel bosco, sempre molto a caso. Poco prima di raggiungere la strada sterrata a livello del lago, riesco anche a concedermi un momento National Geographic riuscendo a fotografare una volpe (sveglia come una volpe, ho dovuto chiamarla per farla girare un attimo per una foto decente!!). La discesa dura in tutto circa 1.30 h, manca solo la passeggiata finale di circa 20 minuti fino alla chiesetta di San Michele. Personalmente suggerisco di ripercorrere il sentiero dell’andata in quanto molto più bello e ben segnalato. Alla prossima!

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