26/10/2019 – Monte La Gallinola da Rifugio Valle S. Maria

Monte La Gallinola – 1923 m

Le escursioni in autunno regalano sempre dei colori stupendi, ed approfittando di queste bellissime giornate non c’è niente di meglio che andare a fare un giro in montagna. Il gruppetto di oggi è formato da me, Paola ed Amelia. Decidiamo di andare sul Matese, precisamente sul Monte La Gallinola, una vetta che mi manca. Andare sul Matese si traduce in 2 ore di auto e sveglia all’alba, in realtà anche prima. Partenza puntuale dalla ridente cittadina alle falde del Vesuvio, meglio nota come Torre del Greco, ammirando il bel cielo all’alba. Giusto un paio di ore, girando per stradine “forse chiuse”, vicoli e vicoletti (grazie Google Maps) e siamo al Rifugio Valle S. Maria, poco dopo Bocca della Selva, e punto di inizio della nostra escursione. L’arietta è bella fresca, i colori autunnali ci sono tutti, c’è un leggero venticello, ci vorrebbe proprio una bella foto artistica alle foglie che cadono (cit. Paola), ma c’è tempo e la faremo con calma al ritorno!!

Iniziamo l’escursione belli puntuali secondo programma verso le 9.15. Ci incamminiamo verso il Rifugio Monte Orso che raggiungiamo comodamente in circa 15 minuti e proseguiamo verso il Pianellone che raggiungiamo dopo circa 45 minuti da inizio sentiero. Come ovviamente dice il nome, ci troviamo dinanzi a questo bel verdeggiante “pianellone”, con tutti i colori dell’autunno alle spalle. Poco più avanti in salita, si raggiunge un punto panoramico con una bellissima vista sul Lago Matese. Finora il sentiero è stato abbastanza in piano, ma per raggiungere una vetta bisogna salire e, pertanto, inizia la salita! Camminiamo immersi nel bosco in un mare di foglie secche (che adesso si usa chiamare “foliage” ma restano comunque foglie secche), dai colori molto belli. Attraversiamo quello che è stato ribattezzato da Paola come “il bosco dei nani e delle fate” (o delle “fate nane”, da me abbreviato) a causa dei bassi rami degli alberi. La salita dura circa 30 minuti e si giunge ad una piccola piana dove veniamo accolti da mucche e cavalli, con la bella vista del lago alla nostra sinistra (siamo nei pressi della S.P. 106 per Campitello Matese). Risaliamo costeggiando i paletti in legno con il filo spinato anche se il sentiero ufficiale aggira le rocce verso destra (probabilmente ho una vecchia traccia sul GPS), ed infatti ritroviamo i segnali poco più avanti. I segnali sono ben presenti lungo l’intero sentiero, sebbene un po’ sbiaditi in alcuni tratti. Si continua a salire. Ammetto che questo sentiero è molto comodo: dopo ogni salita ci sta un bel tratto pianeggiante. Dopo questa salita di 20 minuti circa, ci attende una bella piana. Siamo così freschi e pimpanti per iniziare l’ultima salita che in circa 30 minuti ci conduce in vetta. La giornata è stupenda, solo leggermente ventosa, ma il panorama a 360° è spettacolare. Prima della sosta rifocillante facciamo un salto veloce a Punta Giulia, ma scopriamo a malincuore che è stato rimosso il disco metallico qui apposto. Due chiacchiere con alcuni escursionisti incontrati lungo il sentiero e ci fermiamo per il meritato pranzo nel vallone verdeggiante tra La Gallinola e Punta Giulia, ben riparati dal vento. Con questo sole ci starebbe bene anche un bel pisolino! Unica persona a sentire freddo è Paola con le sue 4 maglie, che avrà la costanza e resistenza di tenere per gran parte del percorso del ritorno (aspettiamo con ansia di fare qualche escursione invernale per vedere quante maglie una persona è in grado di indossare). Per il ritorno ripercorriamo il medesimo sentiero dell’andata fino al punto panoramico poco prima del “Pianellone” (2.30 h circa dalla vetta). Da qui deviamo nel bosco, seguendo la traccia sul GPS ma non segnata lungo il percorso (come sempre ribadito, non allontanatevi mai dai sentieri se non ci sono segnali ben evidenti o avete un GPS con la traccia del sentiero). Camminiamo immersi nel bosco, prima leggermente in salita e quindi in discesa, ed in circa 40 minuti raggiungiamo il sentiero per la Grotta dell’Orso, nuovamente ben indicato. Non ho la posizione precisa della grotta e purtroppo non la troviamo. Poco male, almeno abbiamo una scusa per tornare. In poco meno di 1 ora siamo nuovamente al rifugio Valle S. Maria, fine di questa bellissima escursione. Qua però scopro il secondo motivo per tornare sul sentiero: ho perso la custodia a fondina della mia reflex!!! Oltre al mio dramma, non c’è più nemmeno un alito di vento e così Paola è costretta a rinunciare alla sua foto delle foglie che cadono (n.d.r. ci eravamo anche offerti di simulare una caduta foglie lanciandole o muovendo alberi, ma la sua onestà intellettuale/fotografica non ha accettato!!). Fortunata Amelia che non ha vissuto alcun dramma esistenziale in questa giornata. Si conclude così questa bella escursione autunnale, bel percorso ed ottimo gruppetto escursionistico. Seconda di tante escursioni assieme… si spera!!
P.S. Tanti auguri a “Broccolino” !!!!

A.A.A. Se qualcuno trova una custodia a fondina per reflex è gentilmente pregato di contattarmi. Se proprio non volete contattarmi almeno recuperatela e portatela con voi in giro per montagne! Si ringrazia per la cortese collaborazione.

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