27/04/2019 – Monte Terminio da San Biagio di Serino

Vista dalla Vetta del Monte Terminio

Dopo l’escursione stile processione di due giorni fa, ho bisogno di respirare nuovamente la vera aria di montagna e così decido per una escursione sui Monti Picentini. Inizio a studiare un po’ le carte escursionistiche per il Monte Terminio e, con mia grande felicità, noto che le tracce presenti sul mio GPS sono piuttosto diverse dalla cartografia cartacea. Poco male… domattina si vedrà come fare!
Partenza verso le 8.00 da casa ed in circa 1 ora sono in Località San Biagio di Serino, inizio del sentiero. Fortunatamente non sono un tipo scaramantico e do poca importanza ai “segni premonitori”, infatti per tutto il viaggio in auto si accendeva in maniera automatica la freccia verso destra, come per farmi accostare!! No.. non mi fermo, voglio andare in montagna!

Il mio programma, come da cartografia cartacea, è percorrere il Sentiero Italia all’andata e quindi ritornare percorrendo il Sentiero CAI 102 (da valutare, in quanto non presente sulle mie tracce GPS). Parcheggiata l’auto, sulla strada proprio nei pressi del cartello di inizio sentiero, percorro i primi metri sulla stradina asfaltata e giungo al primo bivio. Sebbene da carta escursionistica il sentiero sembra proseguire diritto, sono un po’ titubante a causa delle varie recinzioni dei castagneti. Svolto nel canalone a sinistra e mi ricollego su una strada sterrata che costeggia alcuni allevamenti. Proseguo comodamente sulla sterrata e trovo anche il punto nei pressi dell’ultima casa che, in teoria, si collegava con il bivio iniziale (e mi avrebbe fatto risparmiare un po’ di tornanti!).

Fin da subito trovo una segnaletica piuttosto vecchia e poco presente così finisco più volte a seguire percorsi che in realtà sono camminamenti delle vacche! Ma, come dice un vecchio proverbio “Finché c’è vacca c’è speranza” e quindi in un modo o nell’altro riuscirò a ricongiungermi sul percorso ufficiale. Un altro sguardo al GPS e sono giusto una 40ina di metri al di sotto del sentiero!! Un buon punto di riferimento è il traliccio dell’alta tensione, ed infatti, ha anche un bel segnale CAI disegnato. Ogni tanto ti danno speranza questi pochi segnali. Continuo la salita in cresta costeggiando per gran parte un filo spinato, fino a giungere a quello che dovrebbe essere il bivio con la Variante del Sentiero Italia, da cartografia cartacea. Il bivio è facilmente riconoscibile in quanto siamo su una comoda sterrata e vi è una povera auto abbandonata nel bosco!! Ovviamente qua le tracce GPS e la cartina dicono cose completamente opposte. Mentre vago cercando il sentiero migliore incontro altri due escursionisti, Alessandro e Vincenzo, anche loro in direzione del Terminio ed anche loro con qualche problema con le indicazioni dei sentieri. Decido così di proseguire con loro, tanto tutti là dobbiamo arrivare. Il mio sesto senso ci ha visto bene in quanto Alessandro è anche guida escursionistica, sto in una botte di ferro!! Decidiamo quindi di proseguire seguendo dei vecchi segnavia CAI che procedono in direttissima sulla cresta, impossibile sbagliare. La salita qua si fa abbastanza impegnativa e iniziamo a trovare anche alcuni tratti innevati che ci obbligano a fare alcune varianti in leggera arrampicata non proprio divertenti. Alessandro, da buona guida ci precede quasi saltellando per la cresta, in realtà inizio ad avere alcuni dubbi sulla veridicità dei “biscotti alle bacche di goji” che ha da poco mangiato. Li voglio anche io se danno questi benefici! Terminato anche l’ultimo tratto in salita sulla cresta siamo quasi finalmente in vetta e lo spettacolo da quassù ripaga alla grande tutto lo sforzo dell’ultima salita. Siamo finalmente in vetta, e inizio a pregustarmi il meritato panino dopo 1400 metri di dislivello e 4 ore di cammino!! I ragazzi, invece, iniziano già a pensare alla discesa ed al fatto che rischiano di fare tardi, così hanno la bellissima idea di chiedere ad altri escursionisti presenti in vetta dove abbiano la loro auto e se nel caso poi possono riaccompagnarci a prendere le nostre auto. Ovviamente io non posso abbandonare i compagni di scalata (complimenti Paolo, ottima scusa…col cavolo avevo voglia di rifarmi tutta quella discesa assurda!) e così ci accodiamo al loro gruppo.

“Se prima ero solo a scalare il Terminio, adesso siamo in tre a scalare il Terminio, se prima eravamo in tre a scalare il Terminio, adesso siamo in sette a scendere verso Campolaspierto.”

La mia escursione si trasforma così in “traversata del Terminio”. Anche questo versante è piuttosto innevato, molto più di quello appena percorso. Con qualche scivolata qua e là nel bosco innevato, raggiungiamo la sterrata e finalmente abbandoniamo la neve. Proseguiamo quindi nella bellissima faggeta, ed in circa 2 h dalla vetta siamo ai maneggi di Campolaspierto. Fortunatamente i ragazzi non sono venuti in Smart e quindi possiamo tornare comodamente tutti alle nostre auto.

Un ringraziamento ai quattro ragazzi di Serino (purtroppo non ricordo i nomi!!) che ci hanno evitato la lunga traversata del ritorno, un giorno spero di ricambiare con una fresca birretta!
Un saluto anche ad Alessandro e Vincenzo, con i quali magari riusciremo a fare altre escursioni assieme. Alla prossima!

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