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		<title>La Valle dell&#8217;Inferno</title>
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		<pubDate>Sun, 17 Apr 2011 21:17:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p style="padding-left: 30px;"><a href="http://www.trekkeggiando.it/wp-content/uploads/2011/06/IMG_7747.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-192" title="Valle dell'Inferno" src="http://www.trekkeggiando.it/wp-content/uploads/2011/06/IMG_7747-300x225.jpg" alt="Valle dell'Inferno" width="300" height="225" /></a>Ultimamente abbiamo deciso di rivalutare ciò che ci è più vicino: il Vesuvio! Torniamo così sul nostro gran bel vulcano partendo da Ottaviano lungo il sentiero N°1 denominato “La Valle dell’Inferno”. Il primo tratto di sentiero lo si percorre lungo una strada asfaltata al fresco in una pineta per poi proseguire finalmente sullo sterrato. Dopo circa una mezz’oretta siamo al largo Angelo Prisco e proseguiamo verso sinistra sul sentiero alto.<span id="more-191"></span> Il sentiero è leggermente in salita ma niente di impegnativo. Dopo aver scambiato due chiacchiere con i ragazzi del Soccorso Alpino e Speleologico impegnati in una esercitazione proseguiamo per un breve tratto fuori sentiero (presi dalla voglia di salire abbiamo perso il sentiero!!). Poco male dato che abbiamo sempre il fedele GPS e poi il sentiero è praticamente sotto di noi. Come suggerito dalla guida da poco incontrata, facciamo dapprima una breve sosta ad una piccola grotta vulcanica (lo spirito speleo è sempre vivo in noi) ma non troviamo nessuna delle bocche vulcaniche che avremmo dovuto incontrare lungo il percorso. Dopo un paio di ore raggiungiamo la Piana Campana, siamo nel mezzo della Valle dell’Inferno. A dire il vero pensavo fosse più “infernale”, qua invece la vegetazione è bella rigogliosa!!! Proseguendo lungo il sentiero ci immettiamo sulla storica Strada Matrone; una breve sosta allo slargo della biglietteria e si continua sul sentiero. Dopo un breve tratto ci sembra quasi di sentire aria di casa ed effettivamente siamo giunti a pochi metri dalla strada che da Torre arriva fin sopra al Vesuvio!!! Domanda della giornata: perché arrivare ad Ottaviano quando potevamo comodamente partire da sotto casa nostra? Domanda ovviamente senza risposta… un giorno vi assicuro che guarderemo le cartine prima di iniziare un sentiero! Ci fermiamo così per il nostro caldo pranzo (una specie di insalata thailandese.. bah..) e si torna sul sentiero. Proseguiamo quindi nella Valle dell’Inferno fino a chiudere l’anello a livello della Piana Campana; da qui il sentiero è lo stesso dell’andata. Si conclude questo nuovo giro sul Vesuvio! Alla prossima..</p>
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		<title>Ritorno al Canino (Enzo is Back!)</title>
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		<pubDate>Sun, 03 Apr 2011 21:31:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Trekking Napoli e Prov.]]></category>

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		<description><![CDATA[Dopo una lunga assenza finalmente Enzo torna al trekking, e per festeggiare l’evento decidiamo subito di puntare ad un sentiero breve ma intenso! La scelta cade sul Canino (Monte Faito), sentiero già fatto tempo addietro ma ha sempre il suo bel fascino. In breve tempo la nostra Puntarella (ebbene si, è tornata anche lei!) ci [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.trekkeggiando.it/wp-content/uploads/2011/04/DSC_0006.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-189" title="Canino" src="http://www.trekkeggiando.it/wp-content/uploads/2011/04/DSC_0006-300x225.jpg" alt="Canino" width="300" height="225" /></a>Dopo una lunga assenza finalmente Enzo torna al trekking, e per festeggiare l’evento decidiamo subito di puntare ad un sentiero breve ma intenso! La scelta cade sul Canino (Monte Faito), sentiero già fatto tempo addietro ma ha sempre il suo bel fascino. In breve tempo la nostra Puntarella (ebbene si, è tornata anche lei!) ci porta al piazzale della cava, a pochi tornanti dal Santuario di San Michele. La giornata è bella soleggiata, l’ideale per una trekkeggiata. <span id="more-188"></span>Superata la Sorgente Acqua Santa, con il suo solito filino d’acqua, raggiungiamo il bivio che ci porterà al Canino; la faccia di Enzo dinanzi al cartello “Sentiero Pericoloso” inizia già a mutare leggermente. Superati i due tratti in discesa in arrampicata facciamo una piacevole scoperta: un ultimo blocco di neve (o meglio ghiaccio!) a ricordo dell’inverno appena trascorso. Basta poco a rendere mio fratello felice come un bimbo, e sgranocchiare ghiaccio. Proseguiamo lungo il sentiero ed arriviamo al varco tra il Monte Catello ed il Canino. Da quassù, la vista delle pareti a strapiombo con la costiera come sfondo, è sempre spettacolare. Ci manca solo l’arrampicata finale sulle pareti del Canino e finalmente possiamo goderci il caldo sole primaverile. In men che non si dica siamo sul Canino e finalmente si può apparecchiare per il pranzo. Le montagne da un lato, la costiera dall’altro, e noi giustamente ci concediamo un menù mare e monti: Risotto alla Marinara e per secondo Salsicce alla brace!! Enzo (fuochista da anni) in breve tempo ci regala una brace coi fiocchi e possiamo cuocere le nostre salsicce. Tutto sembra procedere alla perfezione quando il legnetto che funge da brace ci abbandona e le salsicce cadono nel fuoco; fortunatamente il mio saggio fratello preferisce ustionarsi un po’ la mano, ma almeno recupera il meritato pranzo! Belli satolli e con un caldo sole a scaldarci possiamo anche goderci una mezz’ora di sonno. Dopo questa breve sonnecchiata siamo finalmente pronti per il ritorno. Si narra anche di escursionisti che hanno elogiato l’agilità e le doti sportive di Enzo.. ma questa è un’altra storia!!! Alla prossima…</p>
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		<title>Ritorno al Butto della Neve</title>
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		<pubDate>Sun, 13 Mar 2011 08:26:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Trekking Salerno e Prov.]]></category>

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		<description><![CDATA[La giornata inizia con una lezione pratica di Biospeleologia: alla ricerca del “bagarozzo” perduto nella Grotta dello Scalandrone. In realtà si tratta di una interessante lezione sui metodi di campionamento dei troglobi, ovviamente in grotta! Tornare allo Scalandrone è sempre un piacere ed a breve avremo anche il piacere di percorrere tutta la grotta col [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.trekkeggiando.it/wp-content/uploads/2011/03/IMG_7581.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-186" title="Butto della Neve" src="http://www.trekkeggiando.it/wp-content/uploads/2011/03/IMG_7581-300x225.jpg" alt="Butto della Neve" width="300" height="225" /></a>La giornata inizia con una lezione pratica di Biospeleologia: alla ricerca del “bagarozzo” perduto nella Grotta dello Scalandrone. In realtà si tratta di una interessante lezione sui metodi di campionamento dei troglobi, ovviamente in grotta! Tornare allo Scalandrone è sempre un piacere ed a breve avremo anche il piacere di percorrere tutta la grotta col gruppo speleo. Purtroppo la pioggia ci fa compagnia (ma tu guarda che combinazione..) e così, terminata la nostra lezione pratica, ci assale un dubbio atroce se andare o meno al Butto della Neve.<span id="more-185"></span> La soluzione è più semplice del previsto: piuttosto che farci un bagno sullo scooter (eh già.. la nostra jeep/Punto è ancora indisponibile) preferiamo farci un bagno in montagna e così si parte! Il sentiero è lo stesso di qualche escursione addietro e così procediamo abbastanza spediti con la pioggia che ci tiene compagnia lungo tutto il percorso. Il sentiero è reso alquanto scivoloso e fare pattinaggio sul fango è una bella esperienza. Percorriamo la salita nel bosco, quindi il tratto pianeggiante (nella sezione “Guide Trekking” vi è una descrizione dettagliata del sentiero) e giungiamo infine alla salita finale verso il Butto, abbassando anche i tempi di percorrenza!! Considerando che questo tratto finale già di solito è leggermente più difficile, con la pioggia diventa veramente un divertimento. Con qualche scivolatina qua e là giungiamo ai piedi del Butto della Neve e veniamo calorosamente accolti da alcune pietre che cadono a pochi metri da noi (promemoria: la prossima volta portare caschetti). Siamo nel Butto della Neve, ma la neveeeeee??? Sebbene la precedente volta non trovammo nemmeno una chiazza di neve, adesso ci accontentiamo di qualche macchia di ghiaccio. Vista la calorosa accoglienza avuta al nostro arrivo, ci riposiamo qualche minuto ben riparati dalla montagna; di tanto in tanto sentiamo cadere qualche pietra dall’alto. Purtroppo non è il caso di mangiare qua e torniamo sul sentiero. Finalmente scorgiamo una piccola grotta ed è l’ideale per ripararci dalla pioggia e goderci il lauto pranzo. Il menù del giorno prevede risotto alla milanese ed in men che non si dica siamo già belli pronti col fornello accesso. Ad un certo punto però si scatena l’impensabile, il dramma che tutti i trekker non vorrebbero mai vivere, il fornello cade e la pentola con tutto il risotto è là in terra… a pochi metri da noi, ma immangiabile!!! Con una lacrimuccia che ci scende sul volto siamo costretti a ripartire, ovviamente bagnati, ma anche più affamati di prima. Sebbene questa brutta esperienza ci abbia segnato nel profondo, si conclude questa “umida” ma divertente giornata di speleo/trekking… alla prossima!!</p>
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		<title>Trekking sul Vesuvio (Punta Nasone)</title>
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		<pubDate>Mon, 07 Mar 2011 17:08:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Trekking Napoli e Prov.]]></category>

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		<description><![CDATA[È lunedì, giorno piuttosto insolito per il trekking penserete voi, ma approfittando della festa accademica ho la giornata completamente libera. Il tempo di scendere a fare un paio di servizi e noto (strano.. sono solo 26 anni che lo vedo!) il Vesuvio dinanzi a me. Il tempo di tornare a casa, cercare un sentiero e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.trekkeggiando.it/wp-content/uploads/2011/03/IMG_7507.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-182" title="Vesuvio" src="http://www.trekkeggiando.it/wp-content/uploads/2011/03/IMG_7507-300x225.jpg" alt="Vesuvio" width="300" height="225" /></a>È lunedì, giorno piuttosto insolito per il trekking penserete voi, ma approfittando della festa accademica ho la giornata completamente libera. Il tempo di scendere a fare un paio di servizi e noto (strano.. sono solo 26 anni che lo vedo!) il Vesuvio dinanzi a me. Il tempo di tornare a casa, cercare un sentiero e si va sul Vesuvio!! Il gruppo trekking è ridotto ai minimi termini: io. La scelta ricade sul sentiero N°3, il Monte Somma, che conduce fino a Punta Nasone (1132 m), la vetta più alta del Monte Somma. Tempo 10 minuti e sono all’inizio del sentiero. Questo inizia bello largo, una comoda passeggiatina è proprio quello che ci vuole. <span id="more-181"></span>Dopo circa 15 minuto arrivo al punto di congiungimento dell’anello (vedi mappa) e decido di proseguire diritto. Il sentiero è abbastanza pianeggiante, ed alcuni cartelli informativi lungo il percorso rendono la visita ancora più piacevole. Dopo circa 1 h di cammino arrivo al bivio per S.Maria di Castello e pochi metri più avanti vi è una targa con i versi del poeta vesuviano Gino Auriemma. Qui noto ciò che resta di una scalinata in legno ed inizia la salita. (Continuando lungo il sentiero vi è un’area pic-nic ed una Cappelletta in pietra lavica). Proseguo zig-zagando nel bosco ed in circa 30 minuti arrivo alla Cappella della Madonna di Castello; anche qui vi sono diverse aree pic-nic ed annessi rifiuti di ogni genere!! Proseguendo per pochi minuti alle spalle della Cappella arrivo a Punta Nasone con una bella panoramica sul Vesuvio e la sottostante Valle del Gigante con il suo fiume di lava pietrificato. Tornato quindi alla Cappella mi rimetto sul sentiero che però risulta essere quasi completamente invaso dalla vegetazione. Sono quasi tentato di fermarmi per mangiare il mio bel panino ma l’odore di salsicce dei ragazzi venuti a fare il pic-nic è troppo forte e preferisco continuare ancora un po’ (occhio o meglio naso non sente, cuore non duole!!). Per un primo tratto si prosegue sulla cresta con una splendida vista del Vesuvio, per poi proseguire in netta discesa nel bosco. In circa 50 minuti sono al congiungimento dell’anello ed in pochi minuti termino il mio sentiero. Alle volte facciamo centinaia di km per trovare un sentiero quando bastano pochi minuti per fare una splendida escursione! Alla prossima..</p>
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		<title>Trekking sul Miletto</title>
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		<pubDate>Sat, 12 Feb 2011 18:29:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Trekking Caserta e Prov.]]></category>

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		<description><![CDATA[È passato un mese dall’ultima escursione e finalmente si torna a fare trekking. L’inverno è ormai quasi terminato, e la nostra voglia di un trekking innevato ci porta sul sentiero che dal Lago Matese conduce in vetta al Monte Miletto. Questo sentiero è stato già fatto in notturna da mio fratello e così mi affido [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.trekkeggiando.it/wp-content/uploads/2011/02/IMG_7337.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-179" title="Monte Miletto" src="http://www.trekkeggiando.it/wp-content/uploads/2011/02/IMG_7337-300x225.jpg" alt="Monte Miletto" width="300" height="225" /></a>È passato un mese dall’ultima escursione e finalmente si torna a fare trekking. L’inverno è ormai quasi terminato, e la nostra voglia di un trekking innevato ci porta sul sentiero che dal Lago Matese conduce in vetta al Monte Miletto. Questo sentiero è stato già fatto in notturna da mio fratello e così mi affido (ahimè!!) al suo ricordo per raggiungere l’inizio del sentiero. <span id="more-178"></span>Dopo aver aggirato il lago, e perdendoci un paio di volte tra stradine sterrate, finalmente giungiamo al tanto desiderato inizio. Il tempo di uscire dall’auto che subito si sente l’arietta gelida di montagna; pochi minuti di salita ed il problema è risolto! I primi 40 minuti di sentiero li facciamo su una sterrata abbastanza larga, priva di segnali, ma perdersi sarebbe veramente difficile! Giungiamo quindi ad una bella vallata con il rifugio dell’Esule e l’omonima fontana. Da qui si continua sul sentiero “ufficiale” ed iniziamo a vedere i primi segnali, sebbene non molto evidenti. Dopo aver superato il bivio che porta a Varco Crocetta, continua la salita per circa 40 min fino ad un grande pianoro carsico che, coperto di neve, fa il suo bell’effetto. Dinanzi a noi si erge la tanto desiderata vetta, ma la strada è ancora lunga! Giunti alla capanna del pastore però perdiamo i segnali, forse coperti dalla neve. Sebbene il sentiero prosegua in direzione di Colle del Tamburo, troviamo un percorso più agevole tagliando verso destra in direzione della vetta e mantenendoci sulla cresta in prossimità dei paletti in legno (credo) delimitanti il confine tra Campania e  Molise. Raggiungiamo così la vetta in circa 2 ore. Oltre al cielo cupo si mette anche un’arietta piuttosto gelida e così preferiamo ritardare il pranzo più in basso. Come per miracolo uno spiraglio di sole riscalda la nostra giornata e così ci fermiamo per pranzare. Nemmeno il tempo di accendere il fornello (Menù del giorno: Risotto funghi e zafferano) che il miracolo termina e torna il gelo!!! Ormai il risotto è in pentola e di scendere non se ne parla nemmeno. Terminato il nostro caldo pranzo si riprende la via per il ritorno e raggiungiamo l’auto giusto per il tramonto.. Alla prossima!</p>
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		<title>Sentiero da Paipo a Monte Tre Calli e Catiello</title>
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		<pubDate>Sun, 09 Jan 2011 18:43:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Trekking Napoli e Prov.]]></category>

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		<description><![CDATA[Anno nuovo.. trekking solito! Siamo nel 2011 ed è arrivato il momento di iniziare l’anno con un nuovo sentiero. Purtroppo la nostra insostituibile Punto ha avuto un “contrattempo” e quindi siamo costretti a rimanere nelle nostre zone; decidiamo quindi di recarci in costiera e torniamo nella famosa Bomerano. Il sentiero iniziale immaginato prevedeva una escursione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.trekkeggiando.it/wp-content/uploads/2011/01/IMG_7088.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-171" title="Panorama" src="http://www.trekkeggiando.it/wp-content/uploads/2011/01/IMG_7088-300x225.jpg" alt="Panorama" width="300" height="225" /></a>Anno nuovo.. trekking solito! Siamo nel 2011 ed è arrivato il momento di iniziare l’anno con un nuovo sentiero. Purtroppo la nostra insostituibile Punto ha avuto un “contrattempo” e quindi siamo costretti a rimanere nelle nostre zone; decidiamo quindi di recarci in costiera e torniamo nella famosa Bomerano. Il sentiero iniziale immaginato prevedeva una escursione da Case Ruocco a Capo Muro, peccato aver scoperto che il sentiero in realtà è una bella strada asfaltata!! In circa 10 minuti abbiamo già fatto mezzo sentiero.. in scooter!<span id="more-170"></span> Ovviamente non ci perdiamo d’animo e riorganizziamo la nostra escursione. Giunti al termine della strada asfaltata, finalmente si inizia a camminare. Dopo circa 20 minuti, seguendo sempre i segnali CAI, giungiamo ad un bivio e proseguiamo in direzione di S. Maria al Castello; ammetto che non sappiamo dove porta il sentiero ma è la volta buona per esplorare questa zona. Dopo aver superato un tratto su roccette con così tanti segnali che risultano visibili anche ad 1 km di distanza (farne una decina in meno no eh?), proseguiamo per circa 30 minuti e giungiamo alla frana del Monte Catello. Avevamo già letto di questo sentiero ma alcuni dicevano che era inagibile dopo la frana, posso assicurarvi che adesso è percorribile. Da qui proseguiamo verso Capo Muro (la nostra meta iniziale!!) che raggiungiamo tranquillamente in quasi 30 minuti. Ok, abbiamo raggiunto la nostra destinazione, si torna indietro? Certo che no! Sarebbe troppo comodo e flaccidoso! Pochi minuti e giungiamo ad un varco con una grande roccia (in realtà il GPS segna questo punto come Capo Muro), e qui inizia la fase riflessiva: dove si va?? GPS alla mano decidiamo di raggiungere il Monte Catiello, adesso non ci resta che scegliere la retta via. Come volevasi dimostrare quella che per noi era la retta via, sarà la via della perdizione. Notato un sentiero sulla sinistra un po’ nascosto nel bosco, iniziamo a seguirlo ed anche il GPS ci conferma l’esistenza di tale sentiero. Il sentiero non sembra molto praticato e dopo un po’ perdiamo anche i segnali, perfetto si inizia il primo fuori sentiero del 2011! Il tempo di provare un paio di improbabili arrampicate su rocce che preferiamo desistere da queste direttissime e torniamo ad aggirare le pareti del  monte in cerca di un passaggio più agevole. Proseguiamo lungo pseudo-sentieri che solo mio fratello è in grado di vedere (peccato non aver provato un sentiero di pochi cm di larghezza ribattezzato: il sentiero della marmotta!!) quando giungiamo sulla cresta del monte (per chi non l’avesse capito: un giro da pazzi per arrivare un centinaio di metri sopra Capo Muro. Si nota bene sulla traccia GPS nella guida al sentiero). Proseguiamo lungo la cresta e finalmente siamo sul Monte Catiello dove possiamo preparare il nostro pranzetto: un bel piatto di riso indiano appena fatto è proprio quello che ci voleva.. (prima o poi pure porteremo le tracchiullele con la salsa!!). Belli satolli iniziamo la discesa lungo la cresta fino a Capo Muro e da qui proseguiamo in direzione del Monte Tre Calli passando per il Calabrice. Finalmente la nostra escursione è conclusa, peccato che lo scooter sia laggiù! Il tempo di dare un rapido sguardo al GPS che decidiamo per la discesa in linea retta, in fondo la strada è proprio sotto di noi. Il dislivello è poco ed in breve tempo siamo nuovamente sulla strada asfaltata… adesso si è veramente conclusa la nostra escursione. Alla prossima…</p>
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		<title>Buon Natale!!</title>
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		<pubDate>Fri, 24 Dec 2010 17:35:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Tanti Auguri di Buon Natale e Felice Anno Nuovo!!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1><span style="color: #ff0000;">Tanti Auguri di Buon Natale e </span></h1>
<h1><span style="color: #ff0000;">Felice Anno Nuovo!!<br />
</span></h1>
<p><a href="http://www.trekkeggiando.it/wp-content/uploads/2010/12/natale_01_ani.gif"><img class="aligncenter size-full wp-image-165" title="natale_01_ani" src="http://www.trekkeggiando.it/wp-content/uploads/2010/12/natale_01_ani.gif" alt="" width="320" height="364" /></a></p>
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		<title>Trekking sulla Savina</title>
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		<pubDate>Sun, 19 Dec 2010 23:03:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Trekking Avellino e Prov.]]></category>

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		<description><![CDATA[Ormai si è ufficialmente aperto il trekking sulla neve, e così non possiamo essere da meno proprio oggi che, molto probabilmente, è la nostra ultima escursione del 2010. La meta di oggi è una tranquilla escursione sulla Savina. La sveglia come al solito suona alle 6.30 ed in breve tempo siamo già alle Croci di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.trekkeggiando.it/wp-content/uploads/2010/12/IMG_6739.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-162" title="Savina" src="http://www.trekkeggiando.it/wp-content/uploads/2010/12/IMG_6739-300x225.jpg" alt="Savina" width="300" height="225" /></a>Ormai si è ufficialmente aperto il trekking sulla neve, e così non possiamo essere da meno proprio oggi che, molto probabilmente, è la nostra ultima escursione del 2010. La meta di oggi è una tranquilla escursione sulla Savina. La sveglia come al solito suona alle 6.30 ed in breve tempo siamo già alle Croci di Acerno, punto di partenza di alcuni precedenti trekking sull’Accellica. Il sentiero in realtà prevede un tratto in ferrata che noi comunque non abbiamo intenzione di fare in quanto siamo sprovvisti di attrezzatura. Iniziamo così il sentiero su una comoda strada sterrata e, dopo circa 15 minuti, si continua nel bosco. <span id="more-160"></span>La neve qua è piuttosto scarsa, però aumenta man mano durante la salita. Questa risulta essere alquanto impegnativa e con la neve fresca bisogna prestare maggiore attenzione, ma ciò non riuscirà certo a fermarci.. o forse si? Tutto procede tranquillamente quando, dopo circa 1 ora, incontriamo un passaggio in leggera arrampicata (o almeno così sembra!); dopo una attenta valutazione della situazione preferiamo desistere. Effettivamente è un sentiero che non abbiamo mai fatto e con la neve fresca risulta alquanto difficoltoso superare questo passaggio; siamo qui per passare una tranquilla giornata di montagna, non di certo per rischiare qualcosa! L’unico problema è che sono ancora le 11 e non possiamo certo tornare già a casa. Scesi quasi in prossimità della strada sterrata inizia la nostra consueta fase di vagabondaggio nel bosco. Il GPS purtroppo oggi non vuole assisterci e così, presa la strada come riferimento, iniziamo la nostra risalita fuori sentiero nel bosco cercando di aggirare il precedente passaggio; prima o poi raggiungeremo la Savina! Purtroppo anche questo secondo tentativo ha un esito negativo sempre per la troppa neve fresca che ci blocca in un paio di punti (che poi, non sapevamo nemmeno se portavano da qualche parte!!). Sebbene non siamo riusciti a raggiungere la cresta della Savina, abbiamo in ogni caso avuto il nostro trekking innevato e possiamo goderci un leggero panino con la milza!! Oramai non sappiamo proprio più cosa inventarci come pranzo. Dopo questo rifocillante panino torniamo nuovamente sulla strada sterrata in direzione della nostra cara Punto. Si conclude così questa nuova escursione, molto probabilmente l’ultima del 2010… Alla prossima!</p>
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		<title>Trekking sul Monte Panormo innevato</title>
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		<pubDate>Sun, 12 Dec 2010 23:42:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Trekking Salerno e Prov.]]></category>

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		<description><![CDATA[E’ nuovamente domenica e noi siamo già pronti per la nuova escursione. Sebbene il meteo ci sconsigliava questa meta, ci dirigiamo alla volta degli Alburni e precisamente verso il Monte Panormo. La sveglia suona sempre all’alba, o quasi, ed alle 9.00 siamo già a Sicignano degli Alburni con lo zaino in spalla! Ci immettiamo subito [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.trekkeggiando.it/wp-content/uploads/2010/12/IMG_6707.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-159" title="Monte Panormo" src="http://www.trekkeggiando.it/wp-content/uploads/2010/12/IMG_6707-300x225.jpg" alt="Monte Panormo" width="300" height="225" /></a>E’ nuovamente domenica e noi siamo già pronti per la nuova escursione. Sebbene il meteo ci sconsigliava questa meta, ci dirigiamo alla volta degli Alburni e precisamente verso il Monte Panormo. La sveglia suona sempre all’alba, o quasi, ed alle 9.00 siamo già a Sicignano degli Alburni con lo zaino in spalla!</p>
<p>Ci immettiamo subito sul S.I., bello largo, con corrimano in legno, ha veramente tutti i confort! Il sentiero prosegue in maniera agevole e facciamo anche la conoscenza con alcuni abitanti del luogo, che colgo l’occasione per salutare, i quali molto gentilmente ci descrivono un po’ il sentiero che ci stiamo accingendo a fare. <span id="more-158"></span>Proseguiamo lungo il sentiero in maniera molto tranquilla, con un po’ di arietta gelida che ci entra nelle ossa, ma tutto sommato non possiamo lamentarci. Secondo il meteo dovremmo essere al sicuro dalla pioggia fino alle 16, speriamo bene! Il sentiero è molto ben segnato e di tanto in tanto (all’inizio forse anche troppo!!) incrociamo delle cartelli naturalistici con le varie direzioni. Lungo il sentiero incontriamo anche un po’ di neve, forse a metterci in guardia per cosa troveremo in vetta! Dopo circa 2 ore in salita, con alcuni tratti un pò impegnativi, giungiamo al Vuccolo dell’Arena, snodo al quale confluiscono diversi sentieri. Continuiamo quindi in direzione della Vetta del Monte Panormo e, memori di quanto ci avevano detto i signori incontrati ad inizio sentiero, ci mettiamo alla ricerca del ghiacciaio. Un centinaio di metri e sulla sinistra scorgiamo un grande inghiottitoio con al centro un bel faggio secolare, che dovrebbe appunto essere il ghiacciaio descrittoci in precedenza. Lungo questa parte del sentiero incrociamo diversi di questi impressionanti inghiottitoi; la bianca neve che ricopre le rocce ed i muschi rende questo spettacolo ancora più bello. Dopo aver percorso una prima parte nel bosco, la parte finale del sentiero è completamente all’aperto e qui il vento ed il nevischio non si fanno attendere. Fortunatamente siamo ben coperti e sopportiamo tranquillamente quest’arietta gelida. Possiamo dire di aver iniziato anche quest’anno i trekking su neve! Il venticello dopo un poco inizia a farsi sentire e così, il tempo di raggiungere un attimo Padre Pio in vetta, che siamo subito costretti a scendere. Devo però ammettere che mio fratello col capello ghiacciato faceva la sua bella figura!! Essendo ancora le 13, non ci sembra il caso di tornare già all’auto e così optiamo per una tappa al Monte Urto. Raggiungiamo tranquillamente Pozzo Secchietiello però qua, forse per la troppa nebbia, non riusciamo a trovare il sentiero giusto. Durante il nostro girovagare inizia anche a piovere e così optiamo per il rientro lungo il sentiero 311 (sebbene sulla mappa è indicato come 311A). Lungo la discesa mi accompagna un solo pensiero: mangiare! Finora, a causa del troppo vento, non abbiamo potuto accendere il fornelletto a gas e così ben pensiamo di rifocillarci ad inizio sentiero dove c’è una piccola area di sosta. Belli inzuppati d’acqua raggiungiamo la tanto desiderata meta quando facciamo una tremenda scoperta, il gazebo in legno manca del tetto! La pioggia purtroppo non vuole smettere, ma per fortuna abbiamo la nostra Punto/Restaurant che ben si presta anche a questo. Finalmente possiamo metterci comodi e cucinare il nostro meritato risotto alla messicana!! E con la nostra Punto trasformata in trattoria si chiude questa nuova escursione… alla prossima!</p>
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		<title>Trekking sul Sentiero degli Dei</title>
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		<pubDate>Sun, 05 Dec 2010 22:35:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Trekking Napoli e Prov.]]></category>

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		<description><![CDATA[Per molti l’inverno significa pioggia e freddo, per me significa svegliarsi alle 6.30 per andare a fare trekking! Così inizia la nostra escursione di oggi. L’unico dettaglio è che non abbiamo ancora organizzato nulla e così si finisce per partire alle 8.30 (a saperlo mi svegliavo dopo no???) in direzione del famoso Sentiero degli Dei [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.trekkeggiando.it/wp-content/uploads/2010/12/IMG_6638.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-152" title="Sentiero degli Dei" src="http://www.trekkeggiando.it/wp-content/uploads/2010/12/IMG_6638-300x225.jpg" alt="Sentiero degli Dei" width="300" height="225" /></a>Per molti l’inverno significa pioggia e freddo, per me significa svegliarsi alle 6.30 per andare a fare trekking! Così inizia la nostra escursione di oggi. L’unico dettaglio è che non abbiamo ancora organizzato nulla e così si finisce per partire alle 8.30 (a saperlo mi svegliavo dopo no???) in direzione del famoso Sentiero degli Dei alla ricerca delle grotte nei pressi di Nocelle. Giunti facilmente a Bomerano iniziamo il sentiero, già percorso in precedenti escursioni. Nonostante l’avessimo già fatto diverse volte, è sempre uno spettacolo il panorama che si può vedere da quassù. Fare il sentiero classico sarebbe troppo banale (ahimè!), e così ci concediamo un paio di fuoripista per poter osservare piccoli scorci che normalmente passano inosservati.<span id="more-151"></span> Il tutto è molto tranquillo, finchè non giungiamo in località “Grotte” e giustamente il nome non può essere casuale! Inizia qua la nostra fase di perdizione che ci porta ad addentrarci nella natura seguendo “tracce” percorse chissà da chi. Ovviamente il GPS è sempre con noi. Purtroppo il nostro vagare non ci fa trovare alcuna grotta, un vero peccato. Ci tengo a precisare che non abbiamo avuto visioni mistiche sull’esistenza di queste grotte, ma lo abbiamo letto su alcuni siti!! Fallita questa fase esplorativa, ci immettiamo nuovamente sul sentiero fino a giungere a Nocelle. Da qui ci separano solo 1700 scalini per Positano e valutiamo attentamente se farli o meno. Dopo un attento e razionale meeting optiamo per abbandonare i gradini ma, non possiamo certo ritirarci già a casa. Inizia così la seconda fase dell’escursione: raggiungere Monte Paipo. Torniamo quindi in direzione di Bomerano e giunti all’altezza del punto indicato col numero 7, proseguiamo sulla variante superiore del sentiero; qui incrociamo un mezzo sentiero sulla sinistra che sembra proseguire in direzione del Monte Paipo (almeno il GPS così dice!!). Ci immettiamo così su questo sentiero e proseguiamo per circa una 40ina di minuti. La direzione sembra effettivamente quella giusta però la distanza è troppa ed a breve farà notte, così desistiamo in questa impresa. Ovviamente il prima possibile torneremo qua per vedere se il nostro intuito ha ragione o meno. In questa giornata ci manca solo una cosa, il pranzo!! Il menù del giorno prevede riso indiano, effettivamente ci stiamo trattando troppo bene da quando abbiamo il fornello a gas (se penso agli ormai famosi tozzi di pane preparati da mio fratello…). Ben satolli torniamo all’auto e si conclude così anche questa giornata esplorativa di trekking… alla prossima!</p>
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