Sentiero da Pitiniti a Colla Finestra e Vallone della Neve

Panorama dal Vallone della NeveNon contenti delle nostre escursioni a Montella e soprattutto in cerca del sorbetto al limone in un ghiacciaio perenne decidiamo di iniziare un nuovo sentiero che da Pitiniti conduce fino alla Cima Accellica, con una escursione al vallone della neve. Anche questo sentiero inizia lungo la strada statale che da Montella conduce verso Acerno, pochi km dopo il Ponte Varo della Spina. L’inizio del sentiero è segnalato da un piccolo cartello e vi è la possibilità di parcheggiare l’auto; stavolta il gruppo trekking è ridotto al minimo, io e mio fratello. Continua a leggere

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Sentiero dal Ponte di Varo della Spina alla Grotta del Caprone

Grotta del CaproneOramai sono trascorse due intere settimane senza immergerci nella natura e ne sentiamo quasi la mancanza.. ok è deciso.. si parte per Montella! E’ il 5 Luglio, il caldo si fa sentire e quindi si opta per un percorso lungo il fiume Calore. Il sentiero inizia pochi Km dopo Montella proseguendo in direzione di Acerno, precisamente al ponte Varo della Spina dove una casa cantoniera ci avverte che è arrivato il momento di fermare l’auto. Zaini in spalla si inizia il sentiero e dopo una breve discesa vi è il primo ostacolo: oltrepassare il fiume calore! Nulla di più facile dato che l’acqua è bassa e un paio di scarpe impermeabili sono più che sufficienti (ndr. A fine racconto scoprirete una forse troppo comoda alternativa). Continua a leggere

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Esplorando il Monte Cervati in 2 giorni

Tutto è iniziato i primi di giugno quando 3 allegri trekker decidono di fare il salto di qualità.. Basta trekking giornalieri, stavolta si passa la notte in montagna!

20 giugno 2009, ore 5.30 del mattino, la macchina è pronta, noi siamo pronti, si parte! La destinazione di stavolta è il Monte Cervati (ndr. Monte più alto della Campania). Il viaggio in auto procede felicemente, nonostante fosse la A3 Sa-Rc, fino a Sanza dove secondo i nostri piani doveva esistere un pullman fino a Monte San Giacomo. Qui però facciamo l’allegra scoperta che questo pullman non esiste il fine settimana e quindi si cambia itinerario, addio salita da un versante e discesa dall’altro versante.. Fortunatamente grazie al consulto tecnico da parte di un gentilissimo Sanzese siamo in grado di modificare in maniera ottimale il nostro

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tour di 2 giorni tra le montagne; la nostra mitica Punto modello Rally è in grado di camminare su ogni sorta di strada e ci guida in maniera “agevole” lungo la strada sterrata verso il Monte Cervati. Lungo questa strada ci sono diverse diramazioni che è preferibile percorrere a piedi e sono state le tappe

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della nostra escursione.

PRIMA TAPPA: Affondatore di Vallivona. Fermata l’auto a colle del pero, la nostra discesa a piedi procede in maniera molto leggera (gli zaini erano in auto!) attraverso un sentiero dapprima ben segnalato e dopo inventato in maniera del tutto originale da noi. Sconsiglio vivamente di allontanarsi dal sentiero in quanto è facile perdere l’orientamento, noi infatti eravamo dotati di GPS che più volte ci ha portato sulla “retta via”. Nonostante aver percorso gran parte del Colatoio ormai quasi asciutto, e girato in lungo ed in largo la vallata non riusciamo a trovare l’ingresso per l’Affondatore e non possiamo fare altro che tornare alla nostra auto.
Continuiamo la salita nella nostra jeep..ehm.. punto.. e si dirigiamo verso la seconda tappa!

SECONDA TAPPA: Abete Bianco e Donna Annina. Il bivio per queste due destinazioni è ben segnalato ed anche in questo caso si ferma l’auto e si procede a piedi, stavolta zaini in spalle! Questa seconda tappa si è rivelata più insidiosa delle precedenti in quanto il sentiero misteriosamente si interrompe nel nulla e si è rivelato una “full immersion” nella foresta; anche questa volta ci facciamo guidare dal gps lungo sentieri quasi per niente visibili. Salendo qua e là per la montagna e risalendo un torrente (fortunatamente asciutto) raggiungiamo la zona nota come Donna Annina, ma vi assicuro che non c’è nulla di particolare da vedere. Non avendo visto nulla di bianco deduciamo che il famoso Abete Bianco o è stato rubato o si è seccato!! Se qualcuno ha fatto il medesimo sentiero ed ha qualche informazione maggiore è pregato di scriverla! Personalmente, questa tappa posso anche sconsigliarvela se non siete amanti del trekking estremo nella foresta! Tornati in auto, piccola pausa pranzo e si torna a salire in auto; si supera la fontana del Ruscio, piccola sosta al parco giochi e finalmente si giunge al Neviera.

TERZA TAPPA: Neviera. Il Neviera è un ghiacciaio perenne (non aspettatevi un iceberg eh!) in quanto localizzato nella spaccata della roccia ben nascosto dai raggi del sole. Il sentiero che dalla strada principale conduce fino al Neviera è molto breve ma finalmente siamo usciti dalla fitta foresta e possiamo goderci un bel panorama. Giunti al Neviera facciamo l’amara scoperta che il ghiaccio non è possibile raggiungerlo a piedi, e sprovvisti di corde (solo quelle ci mancavano..) abbandoniamo l’idea di un fresco sorbetto al limone (ndr. Non è un modo di dire, avevamo veramente portato i limoni!! Uno giace laggiù in ricordo di questo triste momento). Oramai sono quasi le 20, decidiamo di aspettare il nostro primo tramonto a 1785 metri e ci godiamo il meritato relax di fine giornata. Il sole è tramontato, il venticello aumenta ma i nostri impavidi eroi (noi tre) proseguono a piedi verso la chiesetta della Madonna della Neve, 1852 metri, dove ormai è quasi notte e non si vede molto. Decidiamo quindi di tornare al campo base (la nostra punto/jeep/albergo) e sistemati i sacchi a pelo nelle vicinanze ci godiamo un meraviglioso cielo stellato ed ammiriamo in lontananza uno spettacolo di fulmini.. Ma saranno davvero tanto lontani? A pochi giorni la prossima puntata…

–SECONDO TEMPO–

LA LUNGA NOTTE: Al caldo dentro al sacco a pelo crolliamo in un dolce sonno quando veniamo svegliati dal un insolito rumore di sassi per poi scoprire che era una simpaticissima rana alle ore 23 di sera, a 1700 metri aveva deciso di fare una passeggiata in notturna! La notte procede tranquilla, i lampi in lontananza, il cielo stellato, i campanacci delle mucche.. il massimo della tranquillità. Verso le 4 di notte siamo nuovamente svegliati da un insolito venticello che ci accarezza la testa, ma soprattutto scopriamo che quei lampi sono arrivati sopra di noi!! Sicuramente non saranno due lampi a spaventarci, ma le prime gocce di pioggia ci convincono ad effettuare una ritirata veloce in auto. Temporale, pioggia, grandine.. la tipica nottata estiva! Fortunatamente ogni tanto il cielo ci da una tregua e giusto il tempo di mettere piede fuori l’auto che ricomincia il diluvio. Ore 10.00, siamo quasi convinti ad abbandonare la spedizione quando miracolosamente smette di piovere e poco alla volta esce anche qualche spiraglio di sole.. zaini in spalla si parte!

QUARTA TAPPA: La vetta. Inizia così il nostro secondo giorno, purtroppo non abbiamo potuto vedere l’alba ma un’arietta fresca ci tiene una piacevole compagnia. Risaliamo, quindi, verso la chiesetta della Madonna della Neve per vederla finalmente con un po’ di luce e lo spettacolo di montagne e vallate che si aprono dinanzi a noi ci lascia senza parole. Nelle vicinanze vi è la Grotta della Madonna che purtroppo è sempre chiusa e si riesce ad intravedere giusto qualcosa dalla porta di ingresso. Adesso ci assale solo un pensiero, salire gli ultimi 47 metri e raggiungere i famosi 1899 metri di vetta! Intravista in lontananza una vetta con un segnale giallo sulla sommità ci convinciamo che quella è la vetta del Cervati ed attraverso il solito sentiero da noi inventato ci dirigiamo in quella direzione. Non penso esista un sentiero preciso che arriva fino in vetta ma la si può raggiungere tranquillamente in quanto il dislivello che manca è poco e non ci sono attraversamenti rischiosi. E la vetta fu!! Fortunatamente questa volta il nostro intuito ci ha guidati sulla retta via e quel segnale giallo segnalava proprio la vetta dove ad attenderci vi è una tranquilla mucca (noi a fare tutto questo casino e lei ci và come se niente fosse!). Effettuate le foto di rito, ci togliamo anche la soddisfazione di firmare il libro di vetta.. la prima vetta non si scorda mai!!

QUINTA TAPPA: il rientro. Ben riposati e con lo stomaco pieno di concediamo l’ultimo giro tra le vallate circostanti quando quei famosi lampi della notte hanno la brillante idea di tornare per un salutino veloce!! Ed ecco che una temprante grandine accompagna il nostro ultimo sentiero verso l’auto.. Bagnati ma soddisfatti finalmente raggiungiamo la nostra Punto/Jeep/Hotel e si conclude così la nostra 2 giorni sul Cervati (ndr. Appena arriviamo all’auto logicamente esce il sole).

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Trekking sul Titerno e Forre di Lavello

14 / 06 / 2009 una bella giornata di sole ed il nostro gruppo trekking stavolta si dirige in direzione Benevento e precisamente verso il fiume Titerno. Come capita anche nelle migliori escursioni non sappiamo bene da dove inizia il nostro sentiero e per questo ci fidiamo del nostro intuito.. prima o poi capiremo che è meglio starne

alla larga! La giornata, secondo organizzazioni precedenti, prevede un primo itinerario dal Ponte di Annibale risalendo il fiume Titerno mentre il secondo prevede il sentiero Le Forre di Lavello; la nostra speranza è che entrambi i sentieri possano unirsi prima o poi.
Il ponte di Annibale è un ponte in pietra ad una sola arcata ed è visibile percorrendo la strada provinciale che collega Cerreto Sannita e Cusano Mutri; venendo da Cerreto Sannita sulla vostra destra vedrete un monumento in ferro e da qui scende una piccola strada che porta fino al ponte (potete parcheggiare l’auto alla fine di questa strada). Inizia così la nostra lunga ma piacevole giornata di trekking! Premesso che questo primo sentiero non è ben tracciato, appena attraversato il ponte si deve girare subito a destra e risalire il fiume tenendolo sempre alla nostra destra. (ndr. Appena si attraversa il ponte sulla nostra sinistra vi è un ulteriore sentiero ben segnalato rosso-bianco che scende lungo il fiume, ma non è quello che a noi interessava). Il sentiero è una piacevole passeggiata sotto gli alberi, basta non allontanarsi dal letto del fiume che è impossibile perdersi; ogni tanto lungo il sentiero troverete dei nastri bianchi che ci indicano la retta via. Presi dalla calura estiva ed ammaliati dalla frescura delle acque ci concediamo un tonificante bagno nel fiume.. questo si che è trekking! Rinfrescati da questo bagno proseguiamo la risalita del fiume fino a scorgere il lontananza il Ponte Lavello, ben più alto del piccolo Ponte di Annibale! Giunti praticamente sotto al ponte dopo circa 1 oretta e mezzo di cammino (soste escluse!) si apre un grande dilemma: dato che il sentiero Forre di Lavello inizia 100 metri più avanti ma bisogna arrivare fin sopra al ponte, ci inventiamo una risalita selvaggia sul ponte o torniamo tranquillamente indietro e prendiamo l’auto fin qua? Logicamente senza pensarci nemmeno 5 minuti iniziamo a salire in maniera sconsiderata! Premesso che sconsiglio vivamente di fare questa arrampicata in quanto è molto facile scivolare, a titolo puramente informativo, si può salire alla sinistra del pilastro (quello di sinistra risalendo il fiume) attraversando qualche elettrodomestico abbandonato e un po’ di rifiuti di varia natura

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(ecco il lato negativo della Campania..). Dopo questa avvincente salita siamo finalmente giunti sul Ponte Lavello e da qua, dopo 5 minuti di sosta su delle tanto desiderate panchine, iniziamo il Sentiero Forre di Lavello; sulle cartine del sentiero questo punto è segnato come fine percorso.
Il sentiero stavolta è ben segnalato ed inizia in prossimità della Forre del Titerno, piccoli canyon prodotti dall’azione erosiva dell’acqua. Il primo bivio che si trova lungo il sentiero è per il Belvedere dove consiglio vivamente una tappa veloce per poter ammirare questo spettacolo della natura. Si torna quindi verso il sentiero principale dove poco dopo si incontra il secondo bivio: a sinistra si scende verso il Mulino di Zi Fiore mentre a destra si sale verso la Grotta dell’Elefante. La nostra prima tappa è stata verso la Grotta dell’Elefante, la salita è un po’ impegnativa ma non troppo ed inoltre la parte finale del sentiero non è ben segnalata (poco dopo una curva a gomito si deve girare verso destra e costeggiare la montagna). Tornati sul sentiero principale ci siamo quindi diretti verso il Mulino di Zi Fiore dove vi è il caratteristico Ponte del Vecchio Mulino dove ci siamo concessi il meritato pranzo! Si torna quindi sul sentiero principale dove vi è un ulteriore bivio che conduce a destra verso la Grotta delle Fate e la Grotta dei Briganti. La prima è raggiungibile in pochi minuti, è stata scavata negli anni ‘60 al fine di sondare i luoghi per la realizzazione di una diga; la seconda, nonostante all’inizio è segnalata con un bel cartello, il sentiero si interrompe e data l’ora tarda non abbiamo potuto improvvisare.. ma tanto la teniamo segnata la prossima volta! Tornati quindi sul sentiero principale ci dirigiamo verso la fine del sentiero, dapprima verso il Ponte di Pescoappeso con la sua caratteristica passerella in legno e quindi verso la tappa finale, la Grotta delle Streghe. Si conclude così la nostra giornata.. peccato che l’auto è all’inizio del sentiero e attraverso la strada provinciale ci dirigiamo nuovamente verso il ponte di Annibale!

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Sentiero da Bomerano a Praiano

8 marzo.. festa della donna (pura coincidenza).. domenica soleggiata.. cosa c’è di meglio di una bella full immersion nella natura?! E con questa premessa è partito il primo trekking del 2009!
Il realtà il nostro scopo era quello di ripetere un sentiero “malefico” in cui tempo addietro ci eravamo persi, cominciandolo però in senso opposto… arrivati alla fine ci siamo accorti di aver confuso i sentieri
Beh detto questo, passiamo a qualche dettaglio tecnico: il sentiero inizia a Bomerano (vicino Agerola) e precisamente da Piazza Paolo Capasso. Se state con la macchina c’è un parcheggio 100 metri sulla destra proseguendo dopo la piazza, non potete sbagliarvi dato che la strada è a senso unico! L’ingresso del sentiero coincide con quello del più famoso “Sentiero degli Dei” (già fatto l’anno scorso ma di cui un giorno ve ne parlerò). Un piccolo consiglio: quando iniziate il sentiero, dopo i primi 5 minuti a piedi troverete un bivio, per praiano ed il Sentiero degli Dei si gira a destra (è tutto segnato tranquilli!), si passa su un ponticello in legno e ci si trova su una strada… trekking sulla strada?! Beh si può arrivare tranquillamente con la macchina fin qui basta seguire la strada sulla destra subito prima del parcheggio di cui vi ho accennato prima, superate lo stadio, seguite la strada e potete parcheggiare fin dove la strada è asfaltata!
Detto questo il sentiero all’inizio è una piacevole passeggiata dove potete ammirare le caratteristiche case costruite nella montagna (ci sono delle foto nella sezione gallery), e qualche vecchio casolare abbandonato. E’ scontato dirvi che l’accostamento montagna / mare è favoloso!
Proseguendo lungo il percorso si arriva ad un bivio, a destra si prosegue per il Sentiero degli Dei, a sinistra verso Praiano… meta da noi scelta! Il sentiero verso Praiano è abbastanza più faticoso in quanto costituito quasi interamente da scalinate. Ci sono anche delle zone ombreggiate in cui è possibile sostare e fare un bello spuntino!! Il sentiero arriva su una strada statale e personalmente non so se ci sono sentieri alternativi per il ritorno. Noi, amanti dell’avventura, ma soprattutto intimoriti dalle tante scalinate che ci attendevano abbiamo optato per un “sentiero fai da te”. La montagna non è impossibile da scalare al di fuori del sentiero ma sconsiglio di farlo a chi non ha un minimo di pratica e di orientamento! (detto da me che mi sono perso al mio primo trekking sembra quasi un controsenso.. hihihihih) Il

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nostro rientro “fai da te” è stato però caratterizzato dall’incontro con il simpaticissimo Gennaro, il suo gatto ed il suo cavallo! Un paio di sorsi di vino dopo eravamo di nuovo all’inizio..

Il sentiero è davvero bello, e completamente immerso nella natura. Esso è però alquanto faticoso considerando che è in gran parte costituito da scalinate. Per chi ha invece voglia di una passeggiata rilassante consiglio di svoltare verso il Sentiero degli Dei, questo magari lo fa la volta seguente!

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