Trekking sull’Accellica

PanoramaA causa di improrogabili impegni socio-culturali (la sagra della castagna e del tartufo a Bagnoli Irpino!) decidiamo di trascorrere un paio

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di giorni di trekking tra le montagne avellinesi.. il primo trekking autunnale non si scorda mai! Per puro caso, e sotto suggerimento di mio fratello, decido di mettere anche guanti e cappello di lana nello zaino..mai scelta più saggia è stata compiuta!
Il primo giorno torniamo nell’ormai nota strada statale che collega Montella ad Acerno e precisamente all’altezza del Valico Le Croci di Acerno. Da qui prendiamo il sentiero CAI 105 che avrebbe dovuto portarci alla Grotta dello Scalandrone secondo alcune vecchie mappe trovate su internet, meta però mai raggiunta! Continua a leggere

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Ritorno alla Grotta del Brigante

Grotta dei BrigantiA noi trekker non piace lasciare le opere a metà e quindi un po’ alla volta abbiamo il dovere di completare le nostre “incompiute”. Questa volta decidiamo di tornare verso Cusano Mutri con l’obbligo morale di raggiungere la Grotta dei Briganti, tappa mancata durante l’escursione alle Forre di Lavello. Ben conoscitori della zona, dimentichiamo che non è possibile lasciare l’auto dinanzi l’ingresso del sentiero e siamo costretti a fare due volte lo stesso giro.. chi ben comincia..
Eccoci nuovamente sul sentiero! Percorriamo agevolmente la passerella in legno sul ponte di Pesco Appeso e dopo pochi minuti torniamo al bivio per la Grotta delle Streghe e Grotta del Brigante. Continua a leggere

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Sentiero da Pitiniti a Colla Finestra e Vallone della Neve

Panorama dal Vallone della NeveNon contenti delle nostre escursioni a Montella e soprattutto in cerca del sorbetto al limone in un ghiacciaio perenne decidiamo di iniziare un nuovo sentiero che da Pitiniti conduce fino alla Cima Accellica, con una escursione al vallone della neve. Anche questo sentiero inizia lungo la strada statale che da Montella conduce verso Acerno, pochi km dopo il Ponte Varo della Spina. L’inizio del sentiero è segnalato da un piccolo cartello e vi è la possibilità di parcheggiare l’auto; stavolta il gruppo trekking è ridotto al minimo, io e mio fratello. Continua a leggere

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Sentiero dal Ponte di Varo della Spina alla Grotta del Caprone

Grotta del CaproneOramai sono trascorse due intere settimane senza immergerci nella natura e ne sentiamo quasi la mancanza.. ok è deciso.. si parte per Montella! E’ il 5 Luglio, il caldo si fa sentire e quindi si opta per un percorso lungo il fiume Calore. Il sentiero inizia pochi Km dopo Montella proseguendo in direzione di Acerno, precisamente al ponte Varo della Spina dove una casa cantoniera ci avverte che è arrivato il momento di fermare l’auto. Zaini in spalla si inizia il sentiero e dopo una breve discesa vi è il primo ostacolo: oltrepassare il fiume calore! Nulla di più facile dato che l’acqua è bassa e un paio di scarpe impermeabili sono più che sufficienti (ndr. A fine racconto scoprirete una forse troppo comoda alternativa). Continua a leggere

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Esplorando il Monte Cervati in 2 giorni

Tutto è iniziato i primi di giugno quando 3 allegri trekker decidono di fare il salto di qualità.. Basta trekking giornalieri, stavolta si passa la notte in montagna!

20 giugno 2009, ore 5.30 del mattino, la macchina è pronta, noi siamo pronti, si parte! La destinazione di stavolta è il Monte Cervati (ndr. Monte più alto della Campania). Il viaggio in auto procede felicemente, nonostante fosse la A3 Sa-Rc, fino a Sanza dove secondo i nostri piani doveva esistere un pullman fino a Monte San Giacomo. Qui però facciamo l’allegra scoperta che questo pullman non esiste il fine settimana e quindi si cambia itinerario, addio salita da un versante e discesa dall’altro versante.. Fortunatamente grazie al consulto tecnico da parte di un gentilissimo Sanzese siamo in grado di modificare in maniera ottimale il nostro

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tour di 2 giorni tra le montagne; la nostra mitica Punto modello Rally è in grado di camminare su ogni sorta di strada e ci guida in maniera “agevole” lungo la strada sterrata verso il Monte Cervati. Lungo questa strada ci sono diverse diramazioni che è preferibile percorrere a piedi e sono state le tappe

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della nostra escursione.

PRIMA TAPPA: Affondatore di Vallivona. Fermata l’auto a colle del pero, la nostra discesa a piedi procede in maniera molto leggera (gli zaini erano in auto!) attraverso un sentiero dapprima ben segnalato e dopo inventato in maniera del tutto originale da noi. Sconsiglio vivamente di allontanarsi dal sentiero in quanto è facile perdere l’orientamento, noi infatti eravamo dotati di GPS che più volte ci ha portato sulla “retta via”. Nonostante aver percorso gran parte del Colatoio ormai quasi asciutto, e girato in lungo ed in largo la vallata non riusciamo a trovare l’ingresso per l’Affondatore e non possiamo fare altro che tornare alla nostra auto.
Continuiamo la salita nella nostra jeep..ehm.. punto.. e si dirigiamo verso la seconda tappa!

SECONDA TAPPA: Abete Bianco e Donna Annina. Il bivio per queste due destinazioni è ben segnalato ed anche in questo caso si ferma l’auto e si procede a piedi, stavolta zaini in spalle! Questa seconda tappa si è rivelata più insidiosa delle precedenti in quanto il sentiero misteriosamente si interrompe nel nulla e si è rivelato una “full immersion” nella foresta; anche questa volta ci facciamo guidare dal gps lungo sentieri quasi per niente visibili. Salendo qua e là per la montagna e risalendo un torrente (fortunatamente asciutto) raggiungiamo la zona nota come Donna Annina, ma vi assicuro che non c’è nulla di particolare da vedere. Non avendo visto nulla di bianco deduciamo che il famoso Abete Bianco o è stato rubato o si è seccato!! Se qualcuno ha fatto il medesimo sentiero ed ha qualche informazione maggiore è pregato di scriverla! Personalmente, questa tappa posso anche sconsigliarvela se non siete amanti del trekking estremo nella foresta! Tornati in auto, piccola pausa pranzo e si torna a salire in auto; si supera la fontana del Ruscio, piccola sosta al parco giochi e finalmente si giunge al Neviera.

TERZA TAPPA: Neviera. Il Neviera è un ghiacciaio perenne (non aspettatevi un iceberg eh!) in quanto localizzato nella spaccata della roccia ben nascosto dai raggi del sole. Il sentiero che dalla strada principale conduce fino al Neviera è molto breve ma finalmente siamo usciti dalla fitta foresta e possiamo goderci un bel panorama. Giunti al Neviera facciamo l’amara scoperta che il ghiaccio non è possibile raggiungerlo a piedi, e sprovvisti di corde (solo quelle ci mancavano..) abbandoniamo l’idea di un fresco sorbetto al limone (ndr. Non è un modo di dire, avevamo veramente portato i limoni!! Uno giace laggiù in ricordo di questo triste momento). Oramai sono quasi le 20, decidiamo di aspettare il nostro primo tramonto a 1785 metri e ci godiamo il meritato relax di fine giornata. Il sole è tramontato, il venticello aumenta ma i nostri impavidi eroi (noi tre) proseguono a piedi verso la chiesetta della Madonna della Neve, 1852 metri, dove ormai è quasi notte e non si vede molto. Decidiamo quindi di tornare al campo base (la nostra punto/jeep/albergo) e sistemati i sacchi a pelo nelle vicinanze ci godiamo un meraviglioso cielo stellato ed ammiriamo in lontananza uno spettacolo di fulmini.. Ma saranno davvero tanto lontani? A pochi giorni la prossima puntata…

–SECONDO TEMPO–

LA LUNGA NOTTE: Al caldo dentro al sacco a pelo crolliamo in un dolce sonno quando veniamo svegliati dal un insolito rumore di sassi per poi scoprire che era una simpaticissima rana alle ore 23 di sera, a 1700 metri aveva deciso di fare una passeggiata in notturna! La notte procede tranquilla, i lampi in lontananza, il cielo stellato, i campanacci delle mucche.. il massimo della tranquillità. Verso le 4 di notte siamo nuovamente svegliati da un insolito venticello che ci accarezza la testa, ma soprattutto scopriamo che quei lampi sono arrivati sopra di noi!! Sicuramente non saranno due lampi a spaventarci, ma le prime gocce di pioggia ci convincono ad effettuare una ritirata veloce in auto. Temporale, pioggia, grandine.. la tipica nottata estiva! Fortunatamente ogni tanto il cielo ci da una tregua e giusto il tempo di mettere piede fuori l’auto che ricomincia il diluvio. Ore 10.00, siamo quasi convinti ad abbandonare la spedizione quando miracolosamente smette di piovere e poco alla volta esce anche qualche spiraglio di sole.. zaini in spalla si parte!

QUARTA TAPPA: La vetta. Inizia così il nostro secondo giorno, purtroppo non abbiamo potuto vedere l’alba ma un’arietta fresca ci tiene una piacevole compagnia. Risaliamo, quindi, verso la chiesetta della Madonna della Neve per vederla finalmente con un po’ di luce e lo spettacolo di montagne e vallate che si aprono dinanzi a noi ci lascia senza parole. Nelle vicinanze vi è la Grotta della Madonna che purtroppo è sempre chiusa e si riesce ad intravedere giusto qualcosa dalla porta di ingresso. Adesso ci assale solo un pensiero, salire gli ultimi 47 metri e raggiungere i famosi 1899 metri di vetta! Intravista in lontananza una vetta con un segnale giallo sulla sommità ci convinciamo che quella è la vetta del Cervati ed attraverso il solito sentiero da noi inventato ci dirigiamo in quella direzione. Non penso esista un sentiero preciso che arriva fino in vetta ma la si può raggiungere tranquillamente in quanto il dislivello che manca è poco e non ci sono attraversamenti rischiosi. E la vetta fu!! Fortunatamente questa volta il nostro intuito ci ha guidati sulla retta via e quel segnale giallo segnalava proprio la vetta dove ad attenderci vi è una tranquilla mucca (noi a fare tutto questo casino e lei ci và come se niente fosse!). Effettuate le foto di rito, ci togliamo anche la soddisfazione di firmare il libro di vetta.. la prima vetta non si scorda mai!!

QUINTA TAPPA: il rientro. Ben riposati e con lo stomaco pieno di concediamo l’ultimo giro tra le vallate circostanti quando quei famosi lampi della notte hanno la brillante idea di tornare per un salutino veloce!! Ed ecco che una temprante grandine accompagna il nostro ultimo sentiero verso l’auto.. Bagnati ma soddisfatti finalmente raggiungiamo la nostra Punto/Jeep/Hotel e si conclude così la nostra 2 giorni sul Cervati (ndr. Appena arriviamo all’auto logicamente esce il sole).

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