Ritorno al Canino (Enzo is Back!)

CaninoDopo una lunga assenza finalmente Enzo torna al trekking, e per festeggiare l’evento decidiamo subito di puntare ad un sentiero breve ma intenso! La scelta cade sul Canino (Monte Faito), sentiero già fatto tempo addietro ma ha sempre il suo bel fascino. In breve tempo la nostra Puntarella (ebbene si, è tornata anche lei!) ci porta al piazzale della cava, a pochi tornanti dal Santuario di San Michele. La giornata è bella soleggiata, l’ideale per una trekkeggiata. Superata la Sorgente Acqua Santa, con il suo solito filino d’acqua, raggiungiamo il bivio che ci porterà al Canino; la faccia di Enzo dinanzi al cartello “Sentiero Pericoloso” inizia già a mutare leggermente. Superati i due tratti in discesa in arrampicata facciamo una piacevole scoperta: un ultimo blocco di neve (o meglio ghiaccio!) a ricordo dell’inverno appena trascorso. Basta poco a rendere mio fratello felice come un bimbo, e sgranocchiare ghiaccio. Proseguiamo lungo il sentiero ed arriviamo al varco tra il Monte Catello ed il Canino. Da quassù, la vista delle pareti a strapiombo con la costiera come sfondo, è sempre spettacolare. Ci manca solo l’arrampicata finale sulle pareti del Canino e finalmente possiamo goderci il caldo sole primaverile. In men che non si dica siamo sul Canino e finalmente si può apparecchiare per il pranzo. Le montagne da un lato, la costiera dall’altro, e noi giustamente ci concediamo un menù mare e monti: Risotto alla Marinara e per secondo Salsicce alla brace!! Enzo (fuochista da anni) in breve tempo ci regala una brace coi fiocchi e possiamo cuocere le nostre salsicce. Tutto sembra procedere alla perfezione quando il legnetto che funge da brace ci abbandona e le salsicce cadono nel fuoco; fortunatamente il mio saggio fratello preferisce ustionarsi un po’ la mano, ma almeno recupera il meritato pranzo! Belli satolli e con un caldo sole a scaldarci possiamo anche goderci una mezz’ora di sonno. Dopo questa breve sonnecchiata siamo finalmente pronti per il ritorno. Si narra anche di escursionisti che hanno elogiato l’agilità e le doti sportive di Enzo.. ma questa è un’altra storia!!! Alla prossima…

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5 risposte a Ritorno al Canino (Enzo is Back!)

  1. Paolo scrive:

    Ho fatto ieri il percorso … effettivamente il punto chiave è la ripida discesa, in realtà corta ma cosparsa di foglie secche e brecciolino che impone di alzare l’attenzione per non scivolare (e non è proprio il caso in quel punto) ho trovato qualche rarissimo e sbiadito segno rosso, dei nastri di plastica appesi a rami ogni tanto e qualche ometto di pietre che ho lasciato in qualche punto (mi piaciono tanto :)… a parte l’impatto con la rampa iniziale il resto non è difficile anche se richiede confidenza con questo tipo di terreni esposti … grazie di averlo scritto qui perchè dopo averlo letto martedi ho deciso subito di farlo … Bellissimo e panorama strepitoso. Ciao a tutti (a proposito se andrete in dolomiti sono pronto a darvi qualsiasi dritta o quasi )

  2. Paolo scrive:

    Beh dipende sempre da come ti trovi comodo. Io personalmente non mi trovo a scendere seduto, quindi è come se praticamente scendessi su degli scalini nella roccia e quindi un appoggio con le mani vicino le pareti ti da sicurezza!! Quanto alla domanda secca, fare sentieri su strapiombi fa sempre impressione però ne abbiamo fatti altri simili e siamo abituati (non ti nego che un pò di cagarella può sempre venire!! hihihhih). Dovresti vedere un paio di passaggi sull’Accellica anche peggio 😀

  3. Mariano scrive:

    Grazie! Avevo letto già nella guida 🙂 Cosa intendi per aiutarti con le mani in discesa? Ti siedi e scendi seduto? E… domanda secca: come fate a non cacarvi sotto in passaggi del genere… voglio dire, scendendo, in zona esposta, hai lo strapiombo davanti! Io ho fatto praticamente tutti i sentieri Lattarici eppure in questi casi desisto perchè mi fa troppa impressione. però mi rimane il rimpianto di non aver conquistato alcune vette.

  4. Paolo scrive:

    Ciao! Il sentiero effettivamente si fa alquanto pericoloso; subito dopo il 2° cartello ci sono un paio di passaggi dove devi scendere quasi in verticale su un bello strapiombo aiutandoti con le mani. Poco più avanti vi è un altro passaggio in discesa dove è bene aiutarsi con le mani ed anche questo è piuttosto esposto sullo strapiombo. Superato anche questo resta solo la parete del Canino dove è bene aiutarsi in un paio di passaggi. Una descrizione sommaria la trova in “guide trekking”. Se hai altri dubbi… chiedi pure!! =)

  5. Mariano scrive:

    Ciao, complimenti per il sito! Ti posso chiedere qualche info più dettagliata sulla parte di sentiero dopo il secondo cartello “sentiero pericoloso”? da quel punto sembra veramente un percorso stretto e su un grande strapiombo. Effetto ottico o davvero è pericoloso?

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