Sentiero sul Monte Finestra

Monte FinestraDopo un paio di settimane di sosta, per motivi speleologici, torniamo a fare trekking e decidiamo di esplorare un po’ le nostre zone; meta di questa escursione è il Monte Finestra nei pressi di Cava de Tirreni. Anche questa volta siamo io e mio fratello ma abbiamo con noi una grande novità: il fornellino ad alcool ideato e realizzato dalla mente diabolica di mio fratello. Il sentiero da noi percorso parte da Sant’Arcangelo di Cava de Tirreni, precisamente nei pressi dell’agriturismo “Il Casone”. Il sentiero inizia tra i castagneti ed essendo ormai nota la mia passione per la raccolta delle castagne non posso essere da meno proprio stavolta. La nostra meta è lassù, dinanzi a noi, ma veramente in alto!! Messi l’animo in pace non ci resta altro che salire, e si sale per tutto il sentiero! Dopo una decina di minuti incontriamo il primo bivio e proseguiamo sul sentiero CAI 10 in direzione del “Buco”, un vero e proprio buco nella roccia nei pressi della Sella di Monte Finestra. La salita prosegue incessantemente quando inizia una leggera pioggerella, scendere o continuare? La pioggia è poca, il desiderio di continuare è tanto.. ovviamente si prosegue! La salita è piuttosto faticosa ed in alcuni punti è bene aiutarsi con le mani sulle rocce che, a causa della pioggia, sono veramente scivolose. Dopo circa 1,30 h dal bivio raggiungiamo finalmente la Sella e possiamo prendere fiato! Siamo dinanzi ad un nuovo bivio, verso dx si prosegue in direzione della Vetta Nord, verso sx vi è la Vetta Sud. Visto da qua, il sentiero verso dx sembra piuttosto pericoloso, con uno strapiombo davvero niente male; considerando anche la pioggia che non vuole proprio smettere, optiamo saggiamente per raggiungere prima la Vetta Sud. Dopo aver incrociato un simpatico pastore con le sue caprette, proseguiamo lungo il sentiero che si fa piuttosto difficile ma con la dovuta attenzione riusciamo a non cadere mai sulle rocce rese scivolosissime dalla pioggia. In poco più di 20 minuti siamo in vetta dove, causa pioggia incessante, siamo costretti a scendere senza fermarci nemmeno un secondo! Purtroppo siamo passati da pioggerellina a pioggia vera e propria e così, tornati nuovamente al bivio precedente, ci attanaglia un atroce dilemma: Vetta Nord o discesa? Miracolosamente la pioggia sembra cessare ed ovviamente proseguiamo. I più attenti si staranno chiedendo, ma questo famoso “Buco” dove sta?! Effettivamente ci stavamo chiedendo anche noi la stessa cosa, e lo notiamo per puro caso proprio dinanzi a noi (basta scendere 10 metri sulla destra e lo si vede!!!). Lasciamo anche qui la nostra dedica sul libro di vetta e ci dirigiamo sul tanto temuto sentiero (che coincide con l’Alta Via dei Lattari) a strapiombo in direzione della Vetta Nord. Fortunatamente era solo un brutto effetto ottico, il sentiero è effettivamente molto esposto

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ma è più largo di quanto sembrasse dalla Sella e lo si percorre senza problemi. Anche questo sentiero ha diversi punti dove ci aiutiamo con le mani, ed in 15 minuti conquistiamo la Vetta Nord. Ovviamente, la pioggia è tornata a farci compagnia. Dal punto più in alto, segnalato da un bastone in legno, continuiamo per pochi metri fino a scorgere un comodo ed accogliente rifugio! Colgo l’occasione per congratularmi con tutti coloro che hanno collaborato alla costruzione di quel rifugio, è troppo bello! Ci manca solo il riscaldamento centralizzato ed è perfetto!!! Fa freddo, piove, noi siamo fortunatamente al coperto, è il momento ideale per testare il fornello ad alcool di mio fratello (io, per precauzione, un paio di mele le ho comunque portate eh!). Strano ma vero, in 10 minuti siamo lì a goderci un caldo piatto di Chili con Carne appena cucinato… questo è fare trekking!!! Ma il tocco di classe si è avuto quando abbiamo preparato anche il caffè finale. Soddisfatti, sazi ed asciutti possiamo

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riprendere la discesa; per chiudere in bellezza ha anche smesso di piovere. Per la discesa proseguiamo lungo il sentiero CAI 8. Sebbene fossimo convinti che questo sentiero era più semplice di quello appena fatto, in breve scopriamo che è forse anche più pericoloso del precedente per i molti passaggi esposti e per punti in cui è indispensabile l’uso delle mani; il tutto è ovviamente reso più difficile dalla precedente pioggia. Con calma e tranquillità in quasi 2 ore terminiamo la discesa… ovviamente il tempo eccessivo è dovuto alle numerose soste per la raccolta delle castagne!! Alla prossima…

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