Trekking sul Monte Cerreto

Vetta Monte CerretoDopo tanto vagare in giro per la Campania, finalmente abbiamo deciso di esplorare meglio le nostre zone ed anche questa volta optiamo per un sentiero sui nostri vicini Monti Lattari precisamente puntando la vetta del Monte Cerreto. La sveglia stavolta suona presto, alle 7.30 ma mio fratello è molto lesto a spegnerla! Con tutta calma finiamo così per alzarci alle 10 e, sempre con la dovuta calma, raggiungiamo l’inizio del sentiero verso le 11.50. Il sentiero da noi scelto inizia sulla strada statale che da Angri conduce al Valico di Chiunzi; pochi km prima del valico, un cartello naturalistico ci ricorda che è il momento di parcheggiare l’auto. Il sentiero inizia con una comoda staccionata in legno che ci abbandona dopo pochi minuti e si continua così tra castagni e felci, senza però vedere alcun segnale! Il sentiero è tracciato, il GPS ci conferma la corretta via e così continuiamo senza problemi. Dopo 25 minuti circa, notiamo alla nostra sinistra una piccola grotta (in realtà abbiamo visto alcuni oggetti di un contadino, la grotta dal sentiero non è per niente visibile!) e da bravi speleo facciamo una perlustrazione veloce; ahimè la grotta chiude dopo una decina di metri in orizzontale. Sono trascorsi circa 45 minuti dall’inizio del sentiero e finalmente usciamo dal bosco, siamo giunti a Tuoro. Dinanzi a noi vi è un mezzo rifugio fatto con pali in legno ed alcune reti di qualche contadino, qui vi vede un sentiero proseguire diritto ed uno scendere leggermente verso sinistra. Ben fiduciosi del nostro sesto senso optiamo per proseguire diritto (ovviamente era più comodo quello di sinistra, ma questo lo scopriremo solo al ritorno; vatti a fidare del nostro sesto senso. Qualche volta dovremmo fare come diceva il mio saggio prof di matematica: Voi pensate una cosa, poi fate quella opposta!). Ci manteniamo così sul versante destro di Colle Calavricito in modo da aggirarlo. Da Tuoro percorriamo quasi 50 minuti in una full immersion tra felci, castagni e soprattutto deliziose piante spinose, fino ad uscirne (un po’ malconci a dire il vero..) in prossimità di una casa in pietra di qualche contadino. Proseguiamo per altri 15 minuti e raggiungiamo i piedi della Vena Scalandrone dove ci attende un passaggio in leggera arrampicata. Poco dopo incrociamo alcuni escursionisti del CAI di Castellammare, che colgo l’occasione per salutare nuovamente!! Il Monte Cerreto e là dinanzi a noi, mi chiedo solo perché la salita più pesante sta sempre alla fine del percorso!! Gli ultimi 40 minuti sono piuttosto faticosi ma finalmente raggiungiamo la tanto desiderata vetta. Qui troviamo un accogliente rifugio, l’ideale per il nostro Couscous!! Purtroppo il fornello ad alcool di mio fratello

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è tornato in fase sperimentale (a breve la Versione 2.0) e ricorriamo al classico fornello a gas. Una giornata soleggiata, uno splendido paesaggio, un piatto caldo di Couscous alle verdure, cosa vogliamo più dalla vita? No… non vogliamo un Lucano… al massimo un caffè ma stavolta non abbiamo portato la caffettiera!! Dopo un’oretta di ozio, riprendiamo la discesa, quando giunti alla casa in pietra del contadino notiamo che i segnali conducono verso destra (ossia il lato opposto da cui siamo venuti!) e così proseguiamo in questa direzione. Il sentiero ci porta nuovamente a Tuoro, aggirando Colle Calavricito dall’altro versante, ma soprattutto evitandoci il tratto di full immersion tra le piante spinose! Da qui seguiamo lo stesso sentiero fatto all’andata e raggiungiamo la nostra cara Punto giusto in tempo con gli ultimi raggi di sole. Alla prossima…

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