Grotta dello Scalandrone

Sentiero: CAI 106 del Parco Nazionale dei Monti Picentini con partenza da Serino

Durata: 2h circa (solo andata)

Livello di Difficoltà: Medio – Basso

Suggerimenti: Indispensabile l’uso della torcia per visitare la grotta; si consiglia l’uso di una corda per il primo tratto in discesa all’interno della grotta

La Grotta dello Scalandrone è uno dei più notevoli esempi del carsismo nei Monti Picentini. Oltre il piccolo ingresso, si entra subito in un ampio salone, denominato “Sala delle Bambine che giocano”. Con un po’ di attenzione e adeguate torce, il salone è esplorabile anche da parte dell’escursionista, che può così ammirare pareti concrezionate, curiose stalagmiti e una spiaggia con un laghetto alimentato da una piccola cascata.

E’ possibile raggiungere la Grotta dello Scalandrone percorrendo il sentiero CAI 106 del Parco Nazionale dei Monti Picentini. In questa guida verrà descritto il sentiero con partenza da Serino. L’attacco del sentiero è raggiungibile da Serino (uscita sul raccordo Sa-Av), seguendo dapprima le indicazioni per il Monte Terminio, che portano sulla SS574. Ad un curvone a sinistra, dopo circa 7,5 km dall’autostrada, bisogna girare verso destra seguendo l’indicazione per l’agriturismo “Tana del Ghiro” e per Giffoni (N.B. dopo un paio di km dall’uscita autostradale vi è una prima indicazione per Giffoni, non girare a questa ma proseguire diritto lungo la SS574). Da qui si procede in discesa per poco meno di 2 km fino ad un altro incrocio dove si procede diritto senza svoltare a destra, sempre in direzione del precedente agriturismo. Da questo incrocio si guida per quasi 3,5 km, passando dapprima di fianco alle Mura della Civita Ogliara alla nostra sinistra (resti di un antico campo fortificato longobardo dell’antica città italica di Sabatia) per arrivare ad un bivio dove si svolta a destra raggiungendo, tenendo ancora una volta come riferimento il medesimo agriturismo. Dal bivio si percorrono 2,5 km e si arriva in località Casa Rocchi (quota 785 metri). Da qui è possibile procedere ancora in auto per circa 500 m sulla strada sterrata attraversando diversi castagneti. Si giunge così ad un incrocio, con doppio segnale CAI bianco rosso, dove vi è un piccolo spiazzo per parcheggiare l’auto, da qui inizia l’escursione. Diritto si prosegue lungo la tappa 85 del Sentiero Italia, come indicato nel cartello nei pressi della Casa Rocchi; girando a destra ci si immette sul sentiero CAI 106, che è quello di nostro interesse. Il sentiero inizia come una pratica strada sterrata, sconsiglio però di farla con la propria auto. Dopo circa 15 minuti di cammino si incontra una prima sorgente e quindi, dopo ulteriori 10 minuti, si giunge al Varco della Rena (quota 840 metri) (nelle mappe è erroneamente indicato come Varco del Pistone). Da qui,  girando verso destra si prosegue lungo il sentiero CAI 169, per raggiungere la grotta bisogna proseguire verso sinistra continuando sul sentiero CAI 106. Si abbandona quindi la larga strada sterrata per continuare su un sentiero sempre ben segnalato e leggermente in discesa con brevi tratti in salita.

Lungo il sentiero si incrociano diversi corsi d’acqua e, dopo 15 minuti circa dal Varco, si attraversa un caratteristico ponticello in legno. Il dislivello si abbassa progressivamente fino a circa 700 metri per risalire fino a quota 800 metri circa; si prosegue a tratti anche nel bosco e si giunge ad un pianoro erboso panoramico con una bella vista sull’Accellica e sul Ninno (siamo a circa 1 ora dall’inizio del sentiero). Poco più avanti, il sentiero comincia a scendere fino ad arrivare ad un dislivello di circa 600 metri, siamo giunti a livello del fiume Picentino; durante il tratto in discesa si incontra anche una piccola cascata formata da diversi corsi d’acqua. Arrivati in piano si incontra un grosso albero con segnale bianco-rosso (sono trascorsi circa 40 minuti dal pianoro panoramico) dove c’è il congiungimento con il sentiero CAI 106A sulla destra; svoltiamo a sinistra costeggiando e risalendo il fiume che scorre dapprima alla nostra destra per poi attraversarlo poco più avanti. Dopo aver percorso un breve tratto con il fiume alla nostra sinistra, il sentiero prosegue nettamente in salita sulla destra fino a giungere ad una sorgente ai piedi della Grotta dello Scalandrone (750 metri), il cui ingresso è poco evidente (questo è posto sulla destra e poco più in alto rispetto la sorgente). Come ogni grotta si consiglia la massima attenzione all’interno, è indispensabile l’uso di una torcia; si consiglia, infine, di portare una corda in quanto il primo tratto è leggermente in discesa ma molto scivoloso.