Monte Cervati

E’ possibile raggiungere la vetta del Cervati da 3 diversi sentieri:

1.      Sentiero AVCA “Alta Via del Cervati e degli Alburni”, lunghezza 103 km;

2.      Sentiero Storico Madonna della Neve, lunghezza 9,6 km;

3.      Strada sterrata, percorribile in auto, che conduce fino alla Cappella della Madonna della Neve, lunghezza 17 km circa.

In questa guida verrà trattato il terzo punto, descrivendo di volta in volta le tappe che si incontrano lungo la strada sterrata, da percorrere rigorosamente a piedi.

Questo sentiero inizia in prossimità di Sanza, piccolo comune in provincia di Salerno. Questo è facilmente raggiungibile tramite l’autostrada A3 Salerno – Reggio Calabria, uscita Padula – Buonabitacolo proseguendo in direzione di quest’ultima. Giunti a Sanza, si segue l’indicazione “Rofrano – Vallo della Lucania”. Dopo circa 2 km su questa strada statale incontreremo l’inizio del Sentiero Storico Madonna della Neve; percorsi ulteriori 2 km, a livello del Ponte Inferno, vi è un cartello naturalistico che segna l’inizio del sentiero AVCA; proseguendo per altri 6 km circa vi è l’indicazione per il monte Cervati. La strada è asfaltata solo per un breve tratto iniziale ma resta comunque percorribile per tutto il percorso.

1° Tappa: Affondatore di Vallivona

Proseguendo lungo questa strada sterrata dopo 6,5 km si incontra il primo bivio in località Colle del Pero, si consiglia quindi di fermare l’auto e proseguire a piedi in direzione dell’Affondatore di Vallivona (Inghiottitoio). Il percorso dura circa 20 minuti ed è piuttosto facile; si giunge quindi al pianoro che sovrasta l’affondatore, da qui si ha una visione dall’alto dell’inghiottitoio ma l’accesso è impossibile per la presenza di pareti a strapiombo. A questo punto è possibile congiungersi con il sentiero AVCA che iniziava al Ponte Inferno, oppure, è possibile effettuare una escursione lungo il Colatoio. Dal pianoro, il sentiero prosegue sulla nostra destra e si incontra quindi un paletto in legno con segnale rosso bianco. Da questo, proseguendo verso destra si scende in direzione del Ponte Inferno lungo il sentiero AVCA e si incontra l’accesso per l’Inghiottitoio; proseguendo invece in salita sulla nostra sinistra ci si immette sul sentiero AVCA superiore che consente di percorrere il Colatoio. Verrà ora descritto prima il sentiero lungo il Colatoio e quindi si passerà a descrivere il sentiero verso l’Inghiottitoio. Dopo aver effettuato la breve salita alla sinistra del paletto in legno, si svolta nuovamente verso sinistra ed in lontananza si noterà Colle del Pero, una piccola collinetta priva di alberi. Proseguendo quindi lungo il percorso, dopo circa 15 minuti, si attraversa un pianoro con numerosi alberi tagliati fino a giungere al Colatoio; la discesa lungo il Colatoio non è segnalata e bisogna prestare molta attenzione a non scivolare (questo percorso è alquanto difficoltoso e lo sconsiglio agli inesperti). Percorso tutto il Colatoio si arriva al di sopra dell’Affondatore ma anche in questo caso l’accesso è impossibilitato da una parete a strapiombo di diversi metri di altezza; bisogna quindi risalire lungo la parete destra del Colatoio e girando attorno all’Affondatore (tenendolo sempre alla nostra sinistra) si torna al pianoro di partenza che sovrasta l’Affondatore. (ATTENZIONE: Ci tengo a precisare che tutto la discesa lungo il Colatoio e la salita al pianoro  che sovrasta l’Affondatore non sono segnalati, noi eravamo muniti di GPS. Suggerisco quindi ai meno esperti di seguire il percorso in direzione dell’Inghiottitoio, che verrà di seguito descritto) .

Per raggiungere l’Inghiottitoio, appena giunti al paletto in legno con segnale bianco rosso, bisogna proseguire lungo il sentiero principale tenendo la destra. Il sentiero è molto ben tracciato ed in circa 20 minuti si giunge all’ingresso di una galleria scavata nella montagna che funge da canale per l’acqua. La galleria è lunga circa 400/500 metri, nel periodo di agosto l’acqua è molto bassa ed un paio di scarpe impermeabili sono sufficienti, è indispensabile l’uso di una torcia per la totale mancanza di luce al suo interno (prestare attenzione per la presenza di alcune buche, anche se poco profonde). Percorsa tale galleria si giunge quindi all’Inghiottitoio osservato in precedenza dal pianoro.

2° Tappa: Abete Bianco e Donna Annina

Tornati al Colle del Pero, è possibile proseguire la salita in auto lungo la strada sterrata. Lungo il percorso si incontra in successione: la Fontana Collelammard, la Località Grotta Fanciullo, la Fontana U’ Palummo (di questa abbiamo visto solo l’indicazione senza però trovarla), ed infine la Locanda del Cervo. Dopo circa 5,5 km di salita da Colle del Pero vi è il bivio per l’Abete Bianco, un abete secolare di circa 50 metri, e la località Donna Nina; parcheggiata nuovamente l’auto è possibile iniziare questa seconda tappa. Il sentiero sebbene inizialmente ben segnato tende a perdersi procedendo lungo il percorso. Nonostante abbiamo girato in lungo ed in largo alla ricerca dell’Abete Bianco, la nostra ricerca è stata infruttuosa, se qualcuno è in grado di fornire dei dettagli più precisi è pregato di comunicarmeli. Anche in questo caso consiglio di non allontanarsi dal sentiero e di tornare indietro qualora questo non risulti più tracciato.

3° Tappa: Nevera

Continuando la salita in auto lungo la strada sterrata è possibile dapprima rinfrescarsi alla Fontana di Ruscio, per poi raggiungere il parco giochi dopo poche centinaia di metri. Ulteriori 3,5 km circa e si giunge ad un tornante verso destra che ci indica la nostra terza tappa, la Nevera. Siamo già a 1785 metri, la Nevera è un profondo inghiottitoio carsico dove la neve resta perenne in quanto protetta dall’ombra delle rocce. Il sentiero è piuttosto stretto e costeggia il versante della montagna al di sopra della linea altimetrica boschiva; si giunge quindi ad un sorta di altopiano da quale è possibile ammirare la maestosità del paesaggio. Il sentiero prosegue verso destra, segnalato sulle rocce in terra, e dopo aver attraversato una piccola valle si giunge all’ingresso della Nevera indicato con segnale bianco rosso. L’inghiottitoio è alquanto profondo e non è possibile arrivarci a piedi a causa della pareti a strapiombo.  Suggerisco quindi una visita al paesaggio circostante, noi abbiamo avuto la fortuna di ammirare anche il tramonto da questo punto.

4° Tappa: Cappella Madonna della Neve

Poche centinaia di metri lungo la strada sterrata si noterà uno spiazzo sulla nostra sinistra e da qui vi è la salita per la Cappella Madonna della Neve; proseguendo diritto, la strada si interrompe dopo poco. Siamo a 1855 metri, ed il paesaggio attorno è caratterizzato da imponenti pareti rocciose. Alle spalle della chiesetta vi è il sentiero che conduce dapprima ad un altopiano erboso e quindi alla scalinata per la Grotta della Madonna; questa è chiusa da un cancello che viene aperto durante il periodo della novena (27 Luglio – 4 Agosto) quando si va in pellegrinaggio.

5° Tappa: Vetta del Monte Cervati

La vetta del Monte Cervati è indicata da un segnale giallo che è visibile anche dalla chiesetta, meglio se muniti di binocolo. Non esiste un sentiero tracciato che conduce fino alla vetta, bisogna quindi affidarsi al proprio intuito per percorrere la strada meno faticosa. È possibile raggiungere la vetta, in 30 minuti circa, in due maniere. Per chi è amante del sentiero improvvisato, può scendere dapprima nel pianoro che si osserva ai piedi della chiesa e quindi risalire verso sinistra in direzione della vetta. Sebbene all’inizio può sembrarvi molto impegnativa come salita, essa è piuttosto agevole. È possibile raggiungere la vetta anche percorrendo un breve tratto del Sentiero Storico Madonna della Neve che inizia in basso alla destra della cappella; dopo poche centinaia di metri (prima della croce in ferro e di un cartello naturalistico), alla nostra destra avremo un pianoro nel quale bisogna dapprima scendere e quindi risalire sempre osservando il segnale giallo. Giunti in vetta, dopo aver rigorosamente firmato il libro di vetta, è possibile ammirare il panorama dalla vetta più alta della Campania. La nostra escursione finisce qua!