Monte Polveracchio 3: La Resa dei Conti

Polveracchio InnevatoEccoci arrivati alla terza puntata de: “Riusciremo finalmente a raggiungere la vetta del Polveracchio?”. Consiglio di leggere prima l’escursione “Monte Polveracchio 2: La Vendetta” in quanto alcuni passaggi non verranno nuovamente descritti.
Anche questa volta optiamo per lo stesso sentiero percorso la settimana precedente ossia: partenza dall’Oasi WWF di Campagna ed arrivo sulla vetta del Monte Polveracchio! Detto così sembra facile… Siccome l’ultima volta si era fatto alquanto tardi e fummo costretti a tornare indietro, stavolta decidiamo di iniziare l’escursione molto prima ed alle 7 di domenica mattina, mentre tutti gli italiani sono beatamente al calduccio sotto al piumone, noi siamo già freschi e pimpanti all’Oasi del WWF. Questa volta Roberta ha abbandonato la spedizione e siamo tornati nuovamente io e mio fratello. All’Oasi la neve è molto ridotta dalla precedente escursione ma più avanti scopriremo che in alto la situazione cambia radicalmente! Oramai conosciamo il sentiero come le nostre tasche e procediamo abbastanza spediti, almeno nel tratto iniziale, seguendo stavolta sempre i segnali CAI che ci consentono di abbreviare alcuni passaggi rispetto al sentiero natura del WWF (in realtà la volta precedente questi segnali CAI erano completamente coperti da neve e seguimmo quasi sempre il sentiero natura tranne la piccola variante da noi scoperta!!). Si sale sempre, e con la neve fresca, la camminata è molto rallentata, fortunatamente alcune scene pietose di noi inginocchiati nella neve nessuno le vedrà (n.d.r. stanno nella sezione foto)!! Fortunatamente sono saggio e spesso e volentieri mi affido alle orme di mio fratello! Dopo 1 ora circa di cammino incontriamo la sorgente Acqua Menecale (1230 m) e percorsa un’altra oretta circa arriviamo all’inquietante località Vacca Morta a 1350 m (come riportato da segnale) e qui inizia la perdizione. A causa della troppa neve, un passaggio lungo il sentiero è praticamente impossibile da percorrere e così, gps alla mano, cerchiamo di trovare vie alternative. Giriamo in lungo ed in largo questo passaggio ma le strade alternative sono addirittura peggio di quella classica e così, anche stavolta, siamo costretti ad abbandonare la spedizione. Prima di iniziare la discesa ci aspetta il più triste evento della giornata: strappare il foglio “Finalmente in Vetta”. Non fate mai un foglio così, porta sfiga!
Essendo alquanto presto non possiamo di certo tornare a casa e così decidiamo di girare in lungo ed in largo l’Oasi del WWF. Tornati nuovamente al cartellone naturalistico incontrato all’andata dopo la discesa dal pianoro, (all’andata

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abbiamo proseguito verso sx, ossia in direzione del monte Polveracchio) decidiamo di proseguire nell’altra direzione, lungo il sentiero natura del WWF. Questo, dopo pochi metri prosegue in forte discesa e, seguendo la staccionata in legno, arriva al livello del fiume (prima della discesa si nota un sentiero proseguire diritto, non seguitelo!); questo percorso è una piacevole passeggiata tra la natura costeggiando il fiume ed in circa 15 minuti si torna in prossimità del rifugio incontrato all’ingresso dell’Oasi. Non essendo ancora ora di tornare a casa continuiamo il nostro girovagare. Da questa area picnic, saliamo sulla cresta della collinetta e proseguendo lungo alcuni vacca/sentieri (termine da me coniato) si continua parallelamente al sentiero appena percorso, ma in direzione opposta, e più in alto rispetto al livello del fiume. Questo sentiero ci riporta su quel tracciato che proseguiva diritto incontrato precedentemente lungo il sentiero natura giusto prima di iniziare la discesa verso il fiume. Siamo quindi tornati nuovamente al pannello

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naturalistico! Stavolta però torniamo seguendo il percorso fatto all’andata e quindi saliamo in direzione del pianoro facendo una sosta al punto di osservazione (se ne parla nell’escursione precedente). Dopo 15 minuti in questa casetta in legno, l’unica bestia che vedo è mio fratello e così decidiamo di continuare la discesa verso il punto di partenza. Siamo così tornati all’area picnic di inizio sentiero quando un dubbio ci assale la mente: in questa area picnic noi abbiamo seguito le indicazioni di sentiero che ci hanno guidato giustamente verso sinistra; ma quel cancelletto che si vede a destra, dove porta?! Ok andiamo! Ed ecco dinanzi a noi l’ennesima salita. Una volta superato il cancelletto, si attraversa il fiume e si sale cercando di tenere il più possibile la destra passando lungo il colatoio dell’acqua; questo sentiero è una via direttissima che porta fino al sentiero natura che abbiamo percorso precedentemente a destra del pannello naturalistico (si congiunge poco prima della discesa con staccionata verso il fiume); non consiglio assolutamente di farlo in quanto è stancante, non c’è nulla di particolare da vedere ed è molto più piacevole seguire i sentieri segnati!

PICCOLA GUIDA: Vi riassumo brevemente i sentieri, prossimamente ci sarà una guida dettagliata di tutta l’oasi. Dalla strada asfaltata bisogna girare

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a destra seguendo le indicazioni CAI 167A/B e ci si immette in un’area Picnic; il sentiero inizia più avanti verso sinistra a livello di un ponticello (a destra si può notare un cancelletto in legno che è una via direttissima per il pannello naturalistico di cui tra poco vi parlo; è inutile percorrerlo). Dopo un paio di ponticelli in legno si arriva al bivio con il sentiero CAI 167A e B (seguire quest’ultimo); da questo bivio si incontrano altri 2 ponticelli in legno, e si sale su un pianoro panoramico; quindi si procede verso uno spuntone di roccia con segnale CAI; poco dopo si arriva al pannello naturalistico a cui facevo riferimento prima; a questo punto, verso destra si segue il sentiero natura che torna verso il rifugio incontrato appena giunti sull’Oasi, a sinistra si continua verso la vetta del Monte Polveracchio; proseguire su quest’ultimo, e più avanti si incontra un bivio con il sentiero CAI su un ponte a destra, ed il percorso natura verso sinistra (consiglio quello CAI); i sentieri si uniscono più avanti e proseguono verso la vetta.

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