Ritorno sul Cervati innevato partendo da Piaggine

Cervati InnevatoDopo gli ultimi 3 fallimenti alla disperata ricerca della vetta del Polveracchio, stavolta decidiamo di cambiare rotta e ci dirigiamo verso il Cervati per poterlo vedere anche innevato!
Giunti a Piaggine, seguiamo la S.S. 388 e poco dopo il km 6 vi è una curva a gomito dove inizia il nostro sentiero. Da qui vi è una strada sterrata percorribile anche in auto; dopo il primo tratto non tanto agevole la strada diventa facilmente percorribile (1° consiglio del giorno: non parcheggiate qua ma continuate in auto). Noi però, ignorando tutto ciò, preferiamo parcheggiare l’auto ed iniziare l’escursione a piedi! Dopo pochi minuti incontriamo il primo bivio e decidiamo, erroneamente, di proseguire verso sinistra; per fortuna il nostro fedele GPS ci riporta sulla retta via. Tornati sulla strada sterrata giusta continuiamo per altri 2 km (questa simpatica strada sterrata presenta sia le indicazioni con i Km, sia i parapetti laterali, ma non è asfaltata! Bah..). Dopo circa mezz’ora giungiamo ad alcune casette in pietra e, fidandoci troppo del GPS, ci separiamo dalla strada sterrata percorriamo alcuni vacca/sentieri (per fortuna le vacche da queste parti amano fare trekking!). Dopo aver camminato per una 15ina di minuti, come per miracolo, ci immettiamo nuovamente su una nuova strada sterrata..grazie mille GPS! (2° consiglio del giorno: continuate sulla strada sterrata fino a superare il Km 9 e girate a destra; N.B. poco prima del Km 9 vi è un’altra strada, non prendete questa!). Si continua a salire ed incontriamo un recinto il legno (non so per cosa..), il sentiero prosegue tenendo la destra. La neve questa volta è abbastanza compatta e si cammina non troppo a fatica, tranne quelle poche volte in cui mi trovo con la neve fino al ginocchio! La salita continua nel bosco per circa un’oretta quando giungiamo ad uno spiazzo privo di alberi e qui dovrebbe esserci (almeno così dice il GPS) una direttissima verso sinistra in direzione della Nevera. Purtroppo

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non scorgiamo alcun segnale, forse per la troppa neve, e salire a caso è troppo rischioso, motivo per cui preferiamo proseguire diritto fino a giungere sulla strada sterrata che porta alla Cappella della Madonna della Neve. Questa strada la percorremmo in auto durante una precedente escursione, ma vederla coperta di neve è veramente irriconoscibile. Fortunatamente solo un pochi tornati ci separano dalla Nevera, i tornanti più lunghi della mia vita!!! Questa strada fatta con l’auto sembra una passeggiata, ma farla a piedi con la neve c’è voluta quasi un’ora, pause permettendo, per arrivare fino alla Nevera. Purtroppo la neve qua è veramente alta e non riusciamo a percorrere l’ultimo tratto di strada fino alla Cappella della Madonna della Neve, e così preferiamo girarci un po’ la zona. Anche il sentiero per la Nevera è assolutamente impraticabile ma, per nostra fortuna, conosciamo abbastanza bene la zona (ci siamo già stati 2 volte) e saliamo lungo il versante della montagna fino a giungere sulla cresta dinanzi a noi. Un giretto su questo cresta quasi ghiacciata è d’obbligo e da quassù possiamo scendere sul pianoro panoramico vicino la Nevera. Pur non avendo raggiunto la vetta innevata, ci accontentiamo di questo spettacolo e così ci godiamo il nostro panino, bello duro come la roccia a causa del

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freddo (almeno questa è la scusa adottata da mio fratello). Il tempo di un paio di giretti per ammirare il panorama da quassù e si comincia la discesa; stanco e praticamente a pezzi finalmente raggiungiamo l’auto quasi alle 19!! Ed anche questo trekking innevato si conclude qua..

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