Sentiero da Pitiniti a Colla Finestra e Vallone della Neve

Panorama dal Vallone della NeveNon contenti delle nostre escursioni a Montella e soprattutto in cerca del sorbetto al limone in un ghiacciaio perenne decidiamo di iniziare un nuovo sentiero che da Pitiniti conduce fino alla Cima Accellica, con una escursione al vallone della neve. Anche questo sentiero inizia lungo la strada statale che da Montella conduce verso Acerno, pochi km dopo il Ponte Varo della Spina. L’inizio del sentiero è segnalato da un piccolo cartello e vi è la possibilità di parcheggiare l’auto; stavolta il gruppo trekking è ridotto al minimo, io e mio fratello. Zaini in spalla e si inizi..
Il sentiero inizia con una leggera discesa che conduce fino al letto del fiume, qui bisogna proseguire diritto e non attraversare il fiumiciattolo alla nostra destra come all’inizio volevamo fare! La presenza di segnali lungo il percorso ci guida senza particolari problemi e dopo circa 10/15 minuti giungiamo ad un pianoro e qua, fidandoci del nostro fiuto per i segnali, riusciamo a scorgerne uno su di un albero sulla destra dinanzi a noi. Lungo il sentiero si incontrano diversi alberi caduti ma è tutto nella norma! Dopo una prima mezz’ora di cammino scorgiamo nuovamente il fiume Rajo delle Ferrere a farci compagnia e pochi minuti dopo raggiungiamo la prima tappa, il Porcino Marinari. Facciamo una breve visita al suo interno, ma non troppo date le condizioni pericolanti che non ci danno molta fiducia! Nelle vicinanze vi è un impianto di captazione dell’ente idrico Alto Calore. Il sentiero prosegue quindi su una passerella in legno che ci permette di attraversare il fiume. Dopo una leggera salita il sentiero scende fino al livello di un piccolo torrente e prima di attraversalo, come vorrebbe il sentiero, ci concediamo una meritata rinfrescata

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ad una sorta di cascatina pochi metri alla nostra sinistra. Ah se avessimo saputo che proprio da qui si sale al Vallone della Neve..
Il sentiero prosegue ben riparato dai raggi del sole ed aumentano anche gli alberi che tentano, senza successo, di bloccare la nostra marcia! Lungo il percorso facciamo anche amicizia con un teschio di mucca (credo mucca… magari un osteologo potrà smentirmi) fino a giungere al nostro punto di perdizione, una grande roccia posta dinanzi a noi;

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qualcuno potrebbe erroneamente pensare che il sentiero è finito, qualcuno potrebbe giustamente scendere nel vallone alla destra, solo noi possiamo cimentarci in una salita impossibile lungo il grande colatoio dell’acqua alla sinistra di questa roccia! La salita è tutt’altro che leggera ma non ci perdiamo d’animo e lungo il percorso ci fanno compagnia i resti di ossa di qualche animale non identificato. Adesso vi starete chiedendo che ci fanno tutte queste ossa e quindi vi spiego ciò che ho letto in una guida: i lupi per uccidere prede quali cinghiali o altro hanno ben pensato di farli cadere in queste gole e poi mangiarli comodamente uccisi modello carne macinata! La nostra salita (inutile) prosegue ancora un po’ quando fortunatamente ci ricordiamo di avere un GPS e possiamo comodamente controllare se la direzione è giusta: è appunto sbagliata. In questi casi c’è solo

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una cosa da fare (tranquilli non ho ucciso mio fratello), ci sediamo e ci godiamo il nostro bel panino con un bicchiere di vino in attesa che caschi un bel cinghiale da fare alla brace! Il cinghiale purtroppo non è cascato e così scendiamo nuovamente verso quel grande masso ed intanto raccogliamo qua e là ossa di diversi animali; per farne cosa vi starete chiedendo? Semplice per costruire il nostro amico John! (Ah che brutta gatta da pelare che avranno i paleontologi tra migliaia di anni quando lo ritroveranno..). Giunti nuovamente al grande masso finalmente scendiamo verso destra in una vallata ed anche qui ci accompagnano resti di simpatici animali ormai a miglior vita. Appena scesi veniamo anche accolti da numerosi segnali di sentieri sugli alberi che purtroppo non sapevamo dell’esistenza; il sentiero prosegue alla nostra sinistra e qua si fa un po’ difficile in quanto i segnali sono abbastanza vecchi e si notano difficilmente. Dopo un paio di attraversamenti del fiume, qualche passaggio tra i rovi, inizia la nostra salita ben riparati all’ombra dei faggi (faggi..se ben ricordo!); anche in questo caso i segnali sono davvero poco evidenti quindi il nostro fiuto per la retta via è messo a dura prova! Dopo circa 45 minuti di cammino nel bosco, perdendo sempre un po’ di tempo a rintracciare i segnali, finalmente arriviamo a Colla Finestra con 1 ora di ritardo secondo le indicazioni ad inizio sentiero! Il panorama da quassù merita sicuramente una sosta ed infatti ci godiamo il nostro secondo panino in tutta tranquillità. Purtroppo sono già le 15.00 e secondo le indicazioni ci vogliono ulteriori 3 ore per la Cima Accellica e così decidiamo di tornare indietro nuovamente in cerca del Vallone della Neve. La discesa procede in maniera piuttosto agevole basta seguire sempre i segnali osservati all’andata. Tornati nuovamente alla piccola sorgente dove all’andata ci eravamo rinfrescati, il GPS ci indica che è proprio quello il punto da risalire. Benvenuti alla nostra seconda follia della giornata. La salita è alquanto difficoltosa soprattutto perché non tracciata e si deve passare attraverso la vegetazione nel tratto iniziale. Dopo un 15/20 minuti, un po’ attraverso il fiumiciattolo ed un po’ attraverso le piante spinose, giungiamo ad un nuovo impianto dell’Ente Idrico Alto Calore all’apparenza un po’ abbandonato considerati i diversi alberi che hanno praticamente distrutto le pareti esterne. Purtroppo della neve non si vede ancora traccia e quindi proseguiamo la salita passando attraverso una gola tra le montagne; la salita è faticosa ma almeno il paesaggio merita! Si sale.. si sale.. ogni tanto si scivola sui numerosi tronchi caduti e poi si risale fino ad arrivare, dopo circa 1 ora e mezza, fin sotto le pareti dell’Accellica… ma la neve?!?!? Non c’è!! E così dopo lo scioglimento dei ghiacciai c’è stato anche lo scioglimento del Vallone della Neve. Un po’ delusi e tanto stanchi scendiamo verso il sentiero iniziale e si torna alla macchina giusto in tempo con l’ultimo raggio di sole..

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