Sentiero dal Ponte di Varo della Spina alla Grotta del Caprone

Grotta del CaproneOramai sono trascorse due intere settimane senza immergerci nella natura e ne sentiamo quasi la mancanza.. ok è deciso.. si parte per Montella! E’ il 5 Luglio, il caldo si fa sentire e quindi si opta per un percorso lungo il fiume Calore. Il sentiero inizia pochi Km dopo Montella proseguendo in direzione di Acerno, precisamente al ponte Varo della Spina dove una casa cantoniera ci avverte che è arrivato il momento di fermare l’auto. Zaini in spalla si inizia il sentiero e dopo una breve discesa vi è il primo ostacolo: oltrepassare il fiume calore! Nulla di più facile dato che l’acqua è bassa e un paio di scarpe impermeabili sono più che sufficienti (ndr. A fine racconto scoprirete una forse troppo comoda alternativa). Appena attraversato il fiume vi è una breve salita, il sentiero prosegue verso sinistra (a destra si va altrove.. ma questo ve lo dico a fine racconto) e si può notare un paletto in legno con un segno bianco-rosso che segna la giusta direzione. Il sentiero prosegue in maniera piacevole e pianeggiante, ogni tanto si incrociano diversi sentieri che salgono ma l’importante è proseguire sempre su quello principale tenendo il fiume alla vostra sinistra. Dopo aver attraversato due ponti in pietra privi di protezioni ma facilmente percorribili, si giunge in circa 15/20 minuti al Ponte del Fascio con annessa cascata di circa 10 metri. A questo punto ci separiamo dal sentiero principale ed attraversato per la seconda volta il fiume, anche qui in maniera piuttosto tranquilla, ci portiamo sul sentiero che arriva alla Grotta del Caprone. Il sentiero inizia leggermente in salita, la prima parte del sentiero costeggia il fiume (stavolta è alla vostra destra eh!) e man mano ci allontaniamo da esso. Anche questo sentiero è ben tracciato, ogni tanto incontriamo qualche diramazione ma ben fedeli al nostro intuito da trekker non ci allontaniamo mai da quello principale ed abbiamo perfettamente ragione. Durante il sentiero si attraversano 2 grandi colatoi per l’acqua, logicamente asciutti dato il periodo (in inverno non saprei..), ed alcuni più piccoli ma tutti facilmente attraversabili sempre percorrendo il sentiero; molto bello è anche il passaggio sotto un grosso albero caduto. Dopo circa 40 minuti di cammino incontriamo dei segnali piuttosto espliciti “SU” che ci indicano appunto l’inizio del tratto di sentiero più ripido. Questa seconda parte di sentiero è segnata interamente da frecce di colore blu e credo che perdersi sia tecnicamente impossibile. Dopo altri 20 minuti di salita più ripida la stanchezza inizia a farsi sentire ma una scritta che recita “GROTTA 500 METRI” ci fornisce nuovamente tutte le energie necessarie per lo sprint finale! Ormai è fatta, siamo giunti ad un terzo grande colatoio dell’acqua e la scritta “SALIRE SOPRA” ci conferma l’arrivo. Un problema ci assale, salire sopra.. ma come?! Questo piccolo passaggio finale è alquanto difficoltoso in quanto il terreno è molto morbido e si rischia facilmente di scivolare, inoltre ci sono diversi alberi caduti che non sono per niente un solido appiglio. Superato anche questo, finalmente vediamo l’ingresso della Grotta del Caprone! L’ingresso è piuttosto piccolo e muniti della nostra fedele torcia mettiamo piede all’interno. Lo spettacolo che si apre ai nostri occhi è davvero stupefacente: il soffitto è pieno di grandi stalattiti che goccia dopo goccia tentano di unirsi con le stalagmiti presenti sul suolo (noi non avendo qualche migliaio di anni di tempo per aspettare che tutto ciò avvenisse ci siamo accontentati di vederle anche separate!) e man mano che

gli occhi sia abituavano all’oscurità lo spettacolo era sempre più affascinante. La grotta è formata da un unico vano ed è bello osservare ogni angolo di essa facendo attenzione sia alle numerose stalagmiti che alle buche presenti. Sebbene avessimo letto della presenza di pipistrelli non ne abbiamo visto nemmeno l’ombra, forse quel mucchietto di ossa che abbiamo visto all’interno della grotta era tutta la colonia ivi presente!! Molto soddisfatti da questa visita ci dirigiamo fuori da essa dove ci aspettano numerosi tuoni.. ma siamo in estate figurati se viene a piovere! A questo punto l’unica cosa saggia da fare è percorrere lo stesso sentiero in direzione opposta per tornare al punto di partenza, e noi infatti non essendo saggi ci convinciamo che scendendo attraverso questo grande colatoio possiamo unirci con il sentiero presente sul lato opposto del fiume. So benissimo che letta così sembra una follia, ed infatti era una follia!! (ATTENZIONE: Ci tengo a precisare che NON BISOGNA MAI allontanarsi dai sentieri in quanto trovare la giusta strada in mezzo ad una foresta non è per niente facile. Noi se ci permettiamo questi fuori programma è perché siamo muniti di GPS e possiamo facilmente localizzare i sentieri). Iniziamo così questa folle discesa quando si scatena uno di quei temporali estivi che non vorresti mai avere quando stai vagando in un bosco! Fortunatamente capiamo che è il caso di abbandonare la nostra spedizione e grazie al nostro fedele GPS ci rimettiamo sul sentiero originale e torniamo sani e salvi all’inizio del sentiero. Per chi fosse arrivato a leggere fino a questo punto, innanzitutto complimenti, e come premio vi spiego la comoda alternativa per non attraversare il fiume ad inizio sentiero. Quando avete parcheggiato l’auto alla casa cantoniera, tornate indietro percorrendo tutto il ponte e ci sta una piccola sorgente nella roccia. Il sentiero, come segnato sulle cartine, inizia da questo punto e quindi vi trovate già sull’altra sponda del fiume! Ad inizio sentiero ci sta un cartello di divieto di accesso (mah..), percorsi due ponti in pietra ben più alti dei precedenti il sentiero si divide in 3: quello in alto a destra arriva ad paletto caduto con del filo spinato e quindi deduco sia una proprietà privata, quello centrale dopo un poco continua con lo stesso sentiero che avevamo fatto in all’inizio partendo dall’altro punto ed è quello giusto (è il famoso sentiero che vedevamo alla nostra destra appena attraversato il ponte a cui vi ho accennato all’inizio!!), quello in basso a sinistra poco dopo si congiunge con quello centrale ma consiglio di fare il precedente. Si conclude così anche questa giornata bagnata

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di trekking.. alla prossima!

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