Sentiero verso la Grotta dello Scalandrone

Grotta ScalandroneCome alcuni di voi avranno letto nei due racconti precedenti, le ultime escursioni erano mirate alla Grotta della Scalandrone ma entrambe hanno avuto un esito negativo; non potendo abbandonare questa “missione” torniamo nuovamente in cerca della grotta. Questa volta ci rechiamo in prossimità di Serino, e percorriamo il sentiero CAI 106 che coincide con la tappa 85 del Sentiero Italia (maggiori dettagli verranno forniti nella guida al sentiero). Lasciata l’auto poco più avanti la località Casa Rocchi, proseguiamo lungo il sentiero CAI 106 (è il sentiero sulla destra! Quello che prosegue davanti è la tappa 86 del Sentiero Italia); la prima parte del sentiero è lungo una strada sterrata che fiancheggia diversi castagneti e ci godiamo tranquillamente la passeggiata anche concedendoci una rinfrescata (non che ne avessimo bisogno) ad una fontana incontrata dopo circa 15 minuti di cammino. La prima mezz’ora passa in maniera molto agevole e si giunge al Varco della Renna dove si incontra il bivio per il sentiero CAI 169 sulla destra ed il continuo del sentiero CAI 106 sulla nostra sinistra, che è appunto quello da seguire. Da qui abbandoniamo la strada sterrata e si inizia il vero sentiero di trekking, molto ben segnalato lungo tutto il percorso. Attraversato un caratteristico ponticello in legno, il sentiero incrocia diversi corsi d’acqua e prosegue leggermente in discesa con brevi tratti in salita. Dopo altri 45 minuti circa giungiamo ad un piccolo pianoro panoramico con una bella vista sull’Accellica e con la scusa di qualche foto ci godiamo il panorama da lassù. Proseguiamo quindi lungo il sentiero, godendoci la bella discesa ma temendo già la salita che ci aspetta al ritorno!! Fatta un’ulteriore tappa ad una piccola cascatina dove confluiscono più rigagnoli d’acqua, dopo circa 40 minuti si giunge infine in piano; siamo finalmente a livello del letto del fiume. Dopo aver svoltato a sinistra ad un grosso albero con segnale CAI (a destra si va lungo il sentiero CAI 106A) proseguiamo dapprima col fiume alla nostra destra per poi attraversarlo e giungere nuovamente dove eravamo arrivati col sentiero della settimana precedente! Gps alla mano abbandoniamo il sentiero (questo prosegue in salita sulla destra, sempre ben segnalato) e ci mettiamo alla ricerca di questa famosa grotta, ma inizialmente senza alcun esito positivo. Per niente rassegnati torniamo sul sentiero e proseguiamo in salita sulla nostra destra, seguendo sempre i segnali, fino a giungere ad una piccola sorgente già incontrata durante la precedente escursione. E la grotta fu!! Ebbene si.. dopo tanta ricerca l’abbiamo trovata ed il bello è che ci eravamo passati a pochi metri di distanza anche la volta precedente. L’ingresso della grotta non è ben visibile e si trova leggermente in alto sulla destra di questa piccola sorgente. La grotta si compone di un solo grande vano, la prima parte è in discesa ed è molto facile scivolare; noi muniti di una bella corda (suggerimento avuto da un altro escursionista che già c’era stato) ci aiutiamo nella discesa lungo questo primo tratto, ma non spaventatevi è una cosa molto fattibile! Dopo tanto girare siamo nella grotta e, torcia alla mano, possiamo finalmente ammirare le sue bellissime stalagmiti, le stalattiti ma soprattutto una sorta di spiaggia con un laghetto alimentato da una piccola cascata. Personalmente è la prima volta che vedo una cosa del genere e lo spettacolo merita decisamente una visita! Molto soddisfatti da questa tappa ci godiamo il meritato pranzo, un mezzo panino scarso, e torniamo indietro verso l’auto..

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